Al Milan finisce un’era, da Berlusconi a mister Bee

Quando atterrò all’Arena di Milano con il suo elicottero e in sottofondo la “Cavalcata delle Valchirie” di Wagner (come in un celebre film) per il primo raduno da presidente del Milan, in molti sorrisero. Era il 18 luglio 1986 e Silvio Berlusconi aveva acquistato il Milan da Giussy Farina solo pochi mesi prima (20 febbraio dello stesso anno). Molti tifosi avversari profetizzarono l’ennesimo flop di quel club, allora malandato e anche un po’ sfigato.  Poche settimane e i primi fragorosi acquisti Dario Bonetti (oddio su di lui stenderei un velo pietoso), Galderisi, Donadoni, Massaro e Giovanni Galli fecero capire che qualcosa di grande stava nascendo. Nemmeno 2 anni e i tifosi rossoneri erano già in piazza per festeggiare l’11esimo scudetto, il primo dell’era Berlusconi, quello che cancellava in un attimo la sofferenza di 2 anni in B e degli anni da squadra provinciale.

A quel tricolore firmato Arrigo Sacchi nel 1987/88 ne seguirono altri 7 (4 col marchio di Capello, uno a testa per Zaccheroni, Ancelotti e Allegri) ma soprattutto 5 Coppe dei campioni (o Champions League) e 3 Mondiali per Club (o Coppe Intercontinentali) che hanno reso il Milan uno dei club più importanti del pianeta. Poi altri trofei sparsi: 1 Coppa Italia, 5 Supercoppe Uefa, 6 Supercoppe italiane. In totale 28 trofei in 29 anni che hanno reso l’era di Silvio Berlusconi una delle più vincenti della storia del calcio mondiale.

29 anni di spese folli, soprattutto i primi 20, con tanti campioni che hanno vestito la maglia rossonera. Da Baresi a Van Basten, da Gullit a Maldini, da Savicevic a Boban per finire a Shevchenko, Nesta, Kakà e Ibrahimovic. Ma ce ne sono tanti altri.

Ora, 2 maggio 2015, l’ex cavaliere, quasi 78enne, si mette un po’ da parte e lascia spazio (ancora non si sa quanto spazio) a un giovane broker mr Bee Taechaubol, multimilionario che guida la Thai Prime, società che gestisce l’acquisto di aziende non quotate in borsa, aziende con potenziale di crescita da rivendere, intere o smembrate, una volta cresciute. Ha immobili e proprietà personali accumulati dalla famiglia in Asia e Australia. Un patrimonio personale stimato in 1,2 miliardi di dollari.

Silvio Berlusconi al momento dovrebbe rimanere presidente ma dal patrimonio di mister Bee arriveranno i soldi per far tornare il Milan tra le grandi d’Europa. Nasce quindi un’era italo-thailandese che i milanisti sperano sia vincente quanto quella precedente.

 

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