Basket: Milano, la solita incompiuta

Di Luca Gregorio

Parto da una considerazione fin troppo ovvia: a fine settembre ci aspettavamo che Milano fosse pronta al grande salto. Pronta a tornare forte in Italia e in Europa. Oggi devo (purtroppo) constatare che si è trattato dell’ennesima illusione. Premesse spaziali, risultati miseri.

L’Olimpia ha sì finalmente sfatato il tabù-Siena in campionato, ma quel successo al Forum è stato l’unico punto alto di questi mesi. Potremmo aggiungere la vittoria di Belgrado, decisiva per il passaggio alle top 16, ma un’analisi lucida ci impone di ricordare che il Partizan era una banda di semi-ragazzini e con un tasso tecnico e di esperienza notevolmente inferiore all’Emporio Armani. Comunque, anche volendo essere generosi, due successi “di peso” in tre mesi e mezzo sono un bottino piuttosto scarso per parlare di una Milano solida e convincente.

Mi ero illuso che l’arrivo di Sergio Scariolo potesse rappresentare la quadratura del cerchio dopo anni senza un vero manager in grado di lavorare in palestra, in panchina ma anche in società. I fischi del Forum dopo l’umiliante ko col Panathinaikos (questa sì squadra di altra categoria) la dicono lunga su una pazienza che si è esaurita. Specie nei confronti di un Drew Nicholas imbarazzante e che, sinceramente, non si sa bene come mai non sia ancora stato tagliato. Ma, a ruota, lo segue anche un Fotsis troppo umorale, l’espolsione strozzata di Radosevic, con l’aggiunta di un Cook ondivago e l’infortunio di Hairston, l’unico che aveva portato un po’ di luce. Così Milano, per vincere e convincere, deve ancora chiedere gli straordinari all’antieroe Mason Rocca o sperare nella giornata buona di Mancinelli e Giachetti, sicuramente capaci di incarnare uno spirito guerriero. Alessandro Gentile è arrivato probabilmente nel momento peggiore, ma è un’iniezione di qualità, perchè il ragazzo ha la stoffa giusta come numeri e personalità.

La situazione insomma, al momento, è piuttosto bruttina, ma per fortuna è ancora tutto in gioco: credo poco alla qualificazione in Eurolega perchè la squadra ha poco spessore (sembra un paradosso vero?) caratteriale e tecnico, ma sono tremendamente curioso di vedere cosa combinerà Milano alle final eight di Coppa Italia, primo momento di esami veri, dove bisogna saper vincere tre gare in tre giorni e dove la palla scotta ad ogni possesso. Sull’eventuale discorso-scudetto, ammettendo che l’Olimpia arrivi almeno alla finale tricolore, resto convinto di una cosa: dovendo vincere 4 partite, mai e poi mai Milano batterà Siena nella serie. Provare a far sudare il Montepaschi, magari vincendo almeno un paio di gare, sarebbe già un obiettivo dignitoso.
A Milano il compito di smentirmi…

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