Basket: Milano-Pesaro, ritorno al passato

12 anni. Tanto è passato dall’ultima volta che Milano e Pesaro hanno incrociato i propri destini nei playoff. 23 invece gli anni dall’ultima semifinale (vinta 2-0 dall’Olimpia) e 24 dall’ultima finale tricolore, quando si impose la Scavo 3-1. Insomma, di tempo ne è passato, il basket è cambiato e soprattutto è un po’ cambiata la storia di queste due società. Ma il fascino della sfida sembra non sentire il passare degli anni e alle porte c’è da vivere una semifinale che promette spettacolo, nonostante i normali favori del pronostico per l’EA7.
Milano ha liquidato 3-0 Venezia nei quarti faticando per davvero solo in gara-3 a Venezia, dove fortuna e giocate dei singoli hanno comunque permesso a Scariolo di prendersi qualche prezioso giorno di riposo e allenamento in più. 
Pesaro è stata spremuta dalla serie con Cantù, ma sarebbe errato pensare ad un Scavolini stanca e appagata. Dalmonte he costruito un piccolo capolavoro, completando la rimonta da 0-2 a 3-2 e camminando sui resti di una Bennet esausta e stremata nei suoi uomini-cardine. I marchigiani sono in gran spolvero, fisico e mentale, e possono contare su un potenziale offensivo straordinario, come dimostrato dall’efficacia del rendimento di Hickman, Hackett, Jones e White. Il problema di Pesaro, nel corso dell’anno, è stato però proprio il su e giù di queste bocche da fuoco, ma la Scavo di fatto ha battuto tutte le big (compresa Siena in trasferta) e chiudendo la regular season con un ottimo bilancio di 8 vinte e 8 perse fuori casa e di 11-5 all’Adriatic Arena. Insomma, una squadra che non ha paura di affrontare climi ambientali ostili e parquet caldi, come testimoniato dal colpo gobbo al Pianella nel quinto atto della sfida con Cantù. 
A proposito di numeri, però, occhio a quelli, soprattutto interni, di Milano: 14-2 al Forum in regular season, 7 vittorie su 7 nelle ultime partite casalinghe con Pesaro (che non vince dal 2004 e nei precedenti al nord ha vinto solo 10 volte perdendo in ben 62 occasioni) e striscia aperta di 11 successi consecutivi. Le statistiche non fanno una serie, ma servono senza dubbio a inquadrarla meglio. Il bilancio stagionale è di una vittoria per parte senza blitz esterni, ma gli ingredienti per assistere ad una semifinale di livello sembrano esserci tutti. Milano ha più profondità, qualità complessiva ed esperienza (ma anche più pressione); Pesaro ha forse più entusiasmo, più talento nel quintetto titolare e più voglia di stupire. Il fattore-campo può incidere, ma io dico 3-1 Olimpia.

In ogni caso, bentornata Milano-Pesaro. Il basket aveva nostalgia di questa grande classica…

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