Basket: Milano-Siena, stessa storia o novità?

Di Luca Gregorio twitter: @gregcapitano10
La storia si ripete, per la terza volta negli ultimi 4 anni. Ancora Siena-Milano, le regine del nostro basket. O meglio, la padrona assoluta degli ultimi 5 scudetti contro una squadra e una società sempre costretta a rincorrere e a cercare di limare il gap con la MensSana
A inizio anno il mio pronostico è stato tricolore a Siena in 5-6 partite. Lo riconfermo oggi, a distanza di mesi, ma felice della previsione concretizzatasi e dei valori in gioco che non mi pare siano cambiati più di tanto. L’Olimpia ha sicuramente migliorato roster, esperienza e qualità e dovrebbe, in teoria, creare qualche problema in più a Siena. I toscani, però, credo rimangano imbattibili, ad oggi, su una serie al meglio delle sette. Vediamo qualche numero: quest’anno, fatto quasi epocale, Milano è riuscita perlomeno a battere una volta su tre Siena (in campionato al Forum), ma sul parquet biancoverde è sempre uscita con le ossa rotte nelle ultime 15 apparizioni. A controbilanciare questo dato poco nobile Milano ha, compresi i playoff, il miglior rendimento interno, con un bilancio di 18-2 (Siena è 17-3), con striscia aperta di dieci vittorie e di 14 successi su 15 considerando casa e trasferta. Insomma, Scariolo può anche manifestare un po’ di ottimismo e orgoglio, ma ora arriva il difficile. La finale era il traguardo minimo richiesto dalla società (e più che comprensibilmente), adesso però bisogna cercare di cancellare quel doppio cappotto 4-0 subito nelle due precedenti finali sotto la gestione Piero Bucchi. La speranza, per il bene della nostra pallacanestro, è che si possa assistere ad una sfida più equilibrata ed emozionante. Possibile ma, personalmente, non probabile. 
Milano ha spazzato via Venezia 3-0 nei quarti in modo abbastanza autoritario e poi spento i sogni di una grande Pesaro nella serie di semifinale, vinta 3-1. L’Olimpia ha vinto soffrendo contro una squadra limitata, di fatto, a 7 giocatori che hanno ruotato e sono stati spremuti per 4 gare nell’arco di 8 giorni. Una bella e sostanziale differenza, considerando che l’EA7 può invece contare in pratica su due quintetti titolari. Siena non è Pesaro, ha profondità di uomini e soluzioni, è abituata a vincere ed è anche più riposata dopo il 3-1 a Varese nei quarti e il 3-0 perentorio su Sassari (quasi passeggiando) in semifinale. 
La mia personalissima sensazione è che se Siena vincerà le prime due gare casalinghe, poi a Milano potrà al massimo perderne una, prima di chiudere 4-1 sul proprio campo. Ripeto, impressioni a bocce ferme, che impongono anche una riflessione sul meccanismo del calendario nei playoff, a mio modo di vedere un po’ penalizzante per chi non ha il vantaggio del fattore-campo. Alternare una gara a testa è più dispendioso come viaggi e fisicamente, ma trovarsi dopo due partite sul 2-0 o sull’1-1 (facendo valere naturalmente la legge del fattore-campo) cambia notevolmente gli equilibri psicologici di una serie. Purtroppo non siamo in Nba dove le differenze fra le squadre sono più sottili e forse l’incidenza del giocare in casa è meno determinante. In questi playoff solo Pesaro è riuscita nell’impresa di ribaltare da 0-2 a 3-2 con Cantù (arrivata però francamente senza più benzina), per il resto l’incidenza delle prime due partite ha sempre avuto effetti devastanti sulla squadra che aveva perso le prime due. Spero di sbagliarmi, ma rimane il fatto che è molto più semplice che Siena vinca le prime due in casa piuttosto che la stessa cosa la faccia Milano in gara-3 e gara-4. Detto questo, siamo solo in attesa della palla a due. Pronti per essere smentiti…
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