Boateng: non era un fenomeno prima, non è una pippa adesso

Affronto il caso Boateng perché secondo me è esempio della volatilità del calcio. Il centrocampista o trequartista o attaccante esterno tedesco-ghanese del Milan è passato dall’essere il più amato del pubblico e della critica a il più odiato.

Kevin Prince è un giocatore poco continuo, non di classe ma con molta corsa, potenza e fantasia. Lo era prima e lo è adesso anche se con meno fiducia nei suoi mezzi. Quando vinse lo scudetto col Milan fu decisivo in qualche partita ma molti si dimenticano le pause, gli infortuni e le stupidaggini. Falli gratuiti e pericolosi, ammonizioni inutili. Si preferiva vedere solo il positivo. Ora il contrario.
Nelle ultime tre partite la sua crescita è stata costante, Chievo, Malaga e poi Fiorentina. Molto più brillante fisicamente di inizio campionato: coi viola qualche numero gli è anche riuscito. Sicuramente il migliore dell’attacco milanista. Ha sfiorato il gol un paio di volte, ha fatto uno splendido assist di tacco per El Shaarawy. Nulla di eccelso ovviamente ma qualcosa di positivo. Invece? Invece fischi dagli spalti e votacci sui giornali. Ora il capro espiatorio è lui, con Pato e Allegri ovviamente. Non era un fenomeno prima ma non è il peggiore tra i rossoneri ora. Equilibrio signori.

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Add Comment