Calcio: 7° turno di A, molti 0-0 ma anche un derby emozionante

da www.sslazio.it

E’ stato un turno strano quello il settimo in serie A. Si è segnato poco (5 partite finite 0-0, non succedeva da 22 anni) e ci sono stati anche risultati sorprendenti come il successo del Catania sull’Inter e quello del Parma a Napoli.
Il tutto però è un’ulteriore conferma dell’estremo equilibrio che c’è nel campionato italiano.
Sottovaluti una partita pensando alla Champions League, come ha fatto la squadra di Mazzarri, e perdi in casa contro un avversario inferiore. Quest’anno se le grandi non sono al 100% non fanno punti o ne fanno pochi. L’Inter che perde a Catania è un esempio come può esserlo stato il Milan in altre occasioni. La Juventus finora ha perso punti solo contro Bologna, Chievo e Catania che non sono certo corazzate.

Io non farei un processo al calcio italiano per eccesso di 0-0 come fanno molti organi di stampa oggi. E’ un caso e non rappresenta certo il momento del nostro pallone. Se non si cercasse la notizia a tutti costi e si guardassero con attenzione le prime cinque giornate si noterebbe che gli 0-0 in totale sono stati 6 mica mille e che l’eccezione è stato proprio l’ultimo turno.
Nessuno si è esaltato, mi pare, quando nella quarta giornata ci sono stati ben 29 gol e nessun pareggio a reti inviolate.
Situazioni opposte, entrambe frutto del caso, a mio parere. Il calcio italiano non è al top ma non è allo sfascio, anzi. C’è un equilibrio interessante, forse verso il basso come dice qualcuno, ma che produce incertezza e fa sognare piazze non abituate a certi risultati. Parliamo dell’Udinese da un po’ ormai in testa, o del Cagliari o a turno di Atalanta, Palermo, Genoa ecc ecc.

La settima giornata tra tante stranezze ha anche prodotto un derby capitolino scintillante. Giocato non bene ma giocato sempre per vincere anche a costo di perdere, come poi è successo ai giallorossi . Lazio e Roma hanno dato vita a 90 minuti emozionanti mica a quegli squallidi 0-0 che erano la caratteristica principale delle stracittadine romane degli anni 90 quando il calcio italiano era il top in Europa.
Certo ieri sera abbiamo visto squadre lunghe con moltissimi errori da ambo le parti. I biancocelesti sono stati un po’ più compatti e hanno vinto anche sfruttando la superiorità numerica. La Roma ha segnato troppo presto e poi ha tradito il suo allenatore Luis Enrique. Niente possesso palla, lanci lunghi, centrocampo troppo arretrato. Attaccava male e subiva il contropiede anche quando poteva gestire un vantaggio. Mi sa che molti giallorossi si sono fatti fregare dalla tensione.
Insomma una partita che tatticamente è stata l’anti calcio ma un anti calcio divertente con un finale che resterà nella storia dei derby di Roma. Una vittoria che proietta la Lazio in piena zona scudetto, una sconfitta che servirà di lezione a una Roma che ha ancora bisogno di tempo per crescere.

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