Calcio: flop Italia e norma extracomunitari

Siamo arrivati verso la fine dei Mondiali, domani cominciano le semifinali, e in Italia ci interroghiamo ancora sul nostro flop. Le migliori 4 sono Uruguay, Olanda, Germania e Spagna, davvero il nostro movimento è inferiore ai loro? In Federcalcio è partita la gara a chi trova la soluzione più stupida e così ecco uscire la nuova norma sugli extracomunitari. La riduzione da due a un extracomunitario tesserabile nel mercato con l’intento, neanche troppo velato, di favorire i giocatori italiani ha scontentato tutti soprattutto perché arrivata a trattative in corso. Si lamentano club e procuratori perché rischiano di vedere limitati i loro affari (e chi se ne frega direte voi) e non ci guadagnano i nostri calciatori perché la norma (e meno male aggiungo io) non impedisce l’arrivo in Italia degli stranieri comunitari che sono ovviamente la maggior parte. Ma davvero il flop azzurro a Sudafrica 2010 è dovuto alla presenza degli stranieri? In Germania e Olanda non ci sono barriere, in Spagna gli extracomunitari tesserabili sono tre. Loro però di problemi non ne hanno, anzi soprattutto tedeschi e spagnoli stanno vivendo un momento di ricchezza di talenti che raramente hanno avuto. I perché sono tanti ma io mi soffermo sul coraggio: il coraggio di rafforzare i vivai (cosa che in realtà in Italia si sta cominciando a fare), di lanciare poi i giovani per farli crescere e sbagliare giocando e di non essere affascinati dai nomi esotici come succede invece da noi. Guardate il caso del Milan che prima di puntare su Borriello e Antonini li ha fatti girare in Italia per tante stagioni prima di riportarli a casa a 27 anni suonati. O la stessa Inter che si gioca la carta Arnautovic piuttosto che dare spazio a uno dei suoi tantissimi campioncini in erba. In più l’assenza di barriere fa sì che siano più bassi i costi per arrivare agli autoctoni. Basta una presenza in nazionale e il prezzo dei nostri giocatori lievita alle stelle. Guardate quanto costano i vari Pepe e Bonucci please. Insomma una norma quella degli extracomunitari da bocciare e anzi da modificare al contrario. Le barriere sono dannose in tutti i settori della vita, figuriamoci nello sport.

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Add Comment