Calcio: il campionato più brutto d’Europa è finalmente finito

E’ finito finalmente il campionato di serie A più deludente degli ultimi anni. Non parlo di emozioni, quelle ci sono sempre, non parlo di polemiche, idem con patate, semmai parlo di gioco e spettacolo. Nullo. Salvo la Fiorentina, per certi versi immeritatamente fuori dalla prossima Champions League, il Catania e a volte (poche rispetto alla scorsa stagione) la Juventus.
Non è solo colpa degli allenatori, per me è colpa soprattutto della mancanza di qualità. I grandi club di serie A spendono tanti soldi (non così tanti in meno rispetto alle nazioni più importanti) ma li spendono davvero male. Le rose sono numerosissime ma i campioni non ci sono e così molti giocatori mediocri sono super pagati. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. L’Udinese più scarsa degli ultimi dieci anni è comunque arrivata quinta. Una Fiorentina ricostruita da zero in estate e senza un centravanti di ruolo di buon livello è arrivata quarta e con molte recriminazioni. Il Catania si è piazzato all’ottavo posto davanti all’Inter. Credevo molto nella Roma di Zeman ma dopo qualche mese di cattivi risultati il tecnico boemo è stato cacciato e così la squadra giallorossa ha continuato a fare cattivi risultati ma giocando ancora peggio. Insomma un disastro.

Spettacolo assente ma polemiche e brutture sempre più presenti. Ogni santa domenica le partite finiscono al microscopio delle tv ma non per fare vedere qualche bella azione o qualche trovata tattica. Si passano al setaccio gli errori arbitrali. Rigori dubbi diventano regalati, fuorigioco millimetrici diventano errori mostruosi. Tutti contro tutti. Non so se gli arbitri siano in buona fede o no, io so solo che non è un argomento che mi diverte. Purtroppo diverte migliaia di tifosi che pagano più per quello che per la partita in sé. Gli stadi secondo me sono sempre più vuoti perché non c’è la moviola…e facciamola, vi prego, aiutiamo sti poveri arbitri.

Comunque è un calcio italiano in decadenza sempre di più che si fa notare all’estero solo per colpa di qualche razzista che prova gusto a far arrabbiare i giocatori di pelle nera.
E poi non dimentico la mancanza di rispetto nei confronti dei tifosi che vedono cambiare date e orari delle partite solo un paio di giorni prima dell’evento. Vogliamo parlare del Cagliari che ogni domenica è stato costretto a cambiare il suo stadio? Bleah

Sarebbe un calcio da ricostruire da zero ma la volontà di cambiamento mi sembra pari a zero.
Io vorrei un campionato a 16 squadre, rose di massimo 24 giocatori, tetto salariale, stadi nuovi e più piccoli, moviola in campo, meno tv e meno polemiche. Un’utopia? temo di sì

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