Calcio: il punto sulla serie A

da www.atalanta.it

In queste prime giornate di campionato si è parlato tanto di Napoli e Juventus o delle sorprese Cagliari, Genoa e Udinese ma a molti è sfuggita l’Atalanta. I bergamaschi in questi primi 4 turni hanno messo in fila 3 vittorie e un pareggio e senza la penalizzazione di 6 punti per il calcioscommesse sarebbero primi in classifica da soli. Certo, il calendario non era impossibile – Genoa e Lecce in trasferta e Palermo e Novara in casa – ma i punti bisogna sempre farli. La squadra è schierata bene in campo da Colantuono, è logica e ha anche una panchina discreta. Può contare sui piedi buoni dell’argentino Moralez, 159 cm di talento, di Padoin e del giovane Bonaventura, sul dinamismo di Schelotto (nella foto ndr) e sul senso del gol del tanque Denis. Insomma Atalanta sorprendente ma fino a un certo punto. Non voglio dire che lotterà per lo scudetto ma una salvezza tranquilla considerando i 6 punti di penalizzazione avrebbe un sapore simile.

In scia dei nerazzurri bergamaschi c’è una coppia bianconera: Juventus e Udinese. Entrambe sono reduci da due pareggi ma dal sapore diverso. I ragazzi di Conte contro Bologna e Catania hanno perso due occasione per provare a fuggire dalle milanesi in difficoltà e per aumentare un’autostima che gli ultimi due campionati avevano mandato ai minimi termini. I friulani invece a Milano e Cagliari hanno confermato una solidità e una forza che nemmeno le cessioni importanti dell’estate sembrano aver scalfito.

Il Napoli invece dopo la partenza razzo che aveva fatto sognare i tifosi sta già prendendo fiato. La sconfitta di Verona col Chievo era stata attribuita a un eccesso di turn over ma poi è arrivato il pareggio interno con la Fiorentina a far accendere un piccolo segnale d’allarme. A mio avviso Mazzarri avrebbe dovuto dare continuità agli 11 che avevano fatto bene con Manchester City e Milan limitando il turn over a uno o due i cambi. Tutte queste novità hanno avuto l’effetto di far attenuare la magia. Siamo a inizio stagione era davvero indispensabile cambiare 7/11 di formazione?
Chievo e Fiorentina hanno dimostrato però di essere squadre tutt’altro che sprovvedute. I veronesi ogni anno partono spacciati ma poi piano piano fanno valere la loro organizzazione di gioco e individualità di un certo peso come Pellissier e Sorrentino, per fare due nomi. I viola invece, partiti tra gli insulti dei tifosi, hanno riavuto un talento come Jovetic, hanno trovato un Cerci super e in generale hanno scoperto una squadra messa in campo al meglio da Mihajlovic. Il serbo non sarà un tecnico spettacolare ma negli anni ha già dimostrato grande organizzazione di gioco e una grinta fuori dal comune. Senza gli infortuni anche il suo primo anno di Firenze sarebbe stato ben diverso.

Le milanesi nell’ultimo weekend hanno preso una boccata d’ossigeno. Nulla di eccezionale: l’Inter ha vinto a Bologna faticando e non poco e il Milan ha battuto il Cesena solo grazie a un gioiello (forse neanche voluto) di Seedorf. Entrambe pagano gli infortuni (soprattutto il Milan) e una preparazione resa complicata dalla trasferta di Pechino per la Supercoppa. Tutte e due però sembrano svogliate, sazie di successi e di imprese. Comunque le prime posizioni sono tutt’altro che lontane e Ranieri e Allegri possono assolutamente rimettere in pista le loro corazzate.

E’ arrivato anche il primo successo della Roma firmata Luis Enrique che a differenza dei colleghi milanesi può contare su una squadra ricca di giovani e comunque di gente che non può non avere fame di vittorie. Nell’1-0 di Parma non si è visto ancora il bel gioco cercato dall‘ex tecnico del Barcellona B ma, soprattutto dopo il gol di Osvaldo, qualche minuto da grande squadra c’è stato. Poco per sognare ma qualcosa che può rendere ottimisti i tifosi della Roma.
Per capirne di più basterà aspettare qualche giorno: sabato ci sono Roma-Atalanta e Inter-Napoli, domenica Juventus-Milan. Per la serie “ne vedremo delle belle”.

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