Calcio, Inter: una crisi senza fine

Tre sconfitte consecutive, quattro nelle ultime cinque giornate di campionato: la crisi dell’Inter pare non avere fine. E, Roma a parte, a fare festa contro la squadra di Ranieri sono state formazioni in lotta per non retrocedere: in ordine strettamente cronologico Lecce, Novara e Bologna. Non esattamente Barcellona, Real Madrid e Manchester United.
In queste ultime cinque giornate di campionato i nerazzurri hanno incassato ben 13 gol, mettendone a segno soltanto 4 (tutti firmati Milito nel pirotecnico pareggio di San Siro contro il Palermo), ma, numeri a parte, ciò che è più preoccupante è l’evidente mancanza di reazione nervosa da parte dei giocatori.
Giocatori che solo due anni fa proprio in questo periodo gettavano le basi per quello che a maggio sarebbe poi diventato lo “storico Triplete“, oggi sembrano incapaci di opporsi a qualunque avversario. L’emblema di questa involuzione è Cambiasso: perno insostituibile del centrocampo, infaticabile recuperapalloni, ma anche faro del gioco con Mourinho, spento e abulico adesso con Ranieri (ma già con Gasperini e forse anche lo scorso anno…), ancora insostituibile, ma per mancanza di alternative valide.
Oltre ai senatori un po’ bolliti (come Cambiasso anche Stankovic, Milito, Lucio, Samuel e capitan Zanetti hanno evidenziato un calo di forma verticale negli ultimi 24 mesi), bisogna tenere conto anche di altri due fattori: le ultime due campagne acquisti cervellotiche e il caso Sneijder.
L’olandese voleva partire in estate: lo aveva fatto capire chiaramente. E la società pareva intenzionata ad accontentarlo. Poi, però, è arrivata la mega offerta dell’Anzhi per Eto’o e così Sneijder è stato costretto a restare perché sarebbe stato molto difficile far digerire ai tifosi una doppia cessione di tale portata. Fatto sta che oggi l’olandese è chiaramente un corpo estraneo alla squadra: più che litigare coi compagni in campo non fa, cerca sempre e solo la soluzione personale, fino a ora con scarsi risultati. Non a caso l’Inter aveva infilato la striscia di 7 vittorie consecutive quando Sneijder era fermo per infortunio.
Per quanto riguarda i nuovi sarebbe meglio stendere un velo pietoso: i tanto celebrati giovani arrivati a inizio estate si sono dimostrati assolutamente inadeguati. Parlo dei vari Alvarez, Castaignos e Jonathan (che non è nemmeno poi così giovane…). A fine mercato la società nerazzurra ha poi cercato di correre ai ripari ingaggiando Zarate dalla Lazio e Forlan dall’Atletico Madrid: inutile dire che il rimedio si è rivelato ancora peggiore del male da curare. Per entrambi poche e deludenti apparizioni e per l’uruguaiano anche la beffa legata all’inutilizzabilità in Champions (e qui ci sarebbe da dire qualcosa anche sull’incompetenza dell’area tecnica nerazzurra).
Ora resta solo la Champions come ancora di salvataggio per questa stagione: difficile immaginare la squadra vista all’opera contro il Bologna fare strada in Europa, ma ormai bisogna aggrapparsi alle speranze. Mercoledì i nerazzurri faranno visita al Marsiglia nell’andata degli ottavi: in caso di ennesimo fallimento Ranieri potrebbe saltare subito, senza aspettare giugno. Già pronta la soluzione interna Figo-Beppe Baresi. L’ultima “soluzione interna” risale al 2003-2004 quando Corrado Verdelli prese il posto di Hector Cuper: era l’Inter che non vinceva mai. L’anno dopo sarebbe arrivato Roberto Mancini e la storia sarebbe decisamente cambiata. Ma ora sembra davvero di essere tornati indietro di dieci anni.

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