Calcio: l’analisi di una Juventus da scudetto

Con il pareggio di Napoli nel recupero, la Juventus ha dato il via alla prima piccola fuga della stagione. Piccola perché i punti di vantaggio su Milan e Udinese sono solo 2 ma consistente perché arrivata dopo una serie di risultati davvero convincenti.
26 punti in 12 partite frutto di 7 vittorie e 5 pareggi. Secondo miglior attacco della serie A con 22 gol fatti alle spalle del Milan e terza miglior difesa con 10 gol subiti dopo Lazio e Udinese. La dimostrazione di come la squadra di Antonio Conte sia la più equilibrata del campionato.

Una Juventus che fin dalla prima giornata ha giocato a ritmi molto alti, favorita anche dall’assenza delle Coppe europee, e che via via ha trovato compattezza. Merito della duttilità di Conte che è partito con il modulo 4-2-4 che negli spazi faceva spettacolo ma che era facilmente arginabile dagli avversari e poi è giunto al 4-3-3 schema che gli ha consentito di sfruttare tutti i suoi uomini migliori o più informa. Un modulo che ha permesso di vedere Matri prima punta e un centrocampo formato da Pirlo, Vidal e Marchisio e che ha esaltato le qualità proprio di quest’ultimo. Altro tassello importante è stato lo spostamento a sinistra di Giorgio Chiellini che ha consentito maggiore stabilità alla difesa pur sacrificando le qualità del giocatore livornerse.

La svolta psicologia è stata la gara con il Milan dello scorso 2 ottobre. In quell’occasione Conte ha capito di poter giocarsela alla pari con tutti anche con gli avversari che lui considerava più forti. ù
La svolta tecnica a mio parere lo scorso 25 ottobre contro la Fiorentina. Contro i viola è nata quella che io ritengo possa essere la formazione titolare, Storari a parte. (4-3-3) Storari, Lichtsteiner, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Marchisio, Pirlo, Vidal , Pepe, Matri, Vucinic. Da lì in avanti (con l’inserimento di Buffon in porta) la Juve ha vinto quattro partite, pareggiandone una sola – quella di ieri a Napoli in cui mancava però un elemento fondamentale come Marchisio.

Per quanto riguarda i giocatori facile sottolineare l’importanza di un campione come Pirlo che fa girare tutta la squadra ma io evidenzierei la crescita di altri 4 elementi che a mio parere sono diventati fondamentali.

Partiamo da Andrea Barzagli, arrivato lo scorso gennaio per far numero è diventato quest’anno titolare inamovibile al centro della difesa riconquistando la nazionale.  
Claudio Marchisio invece da ottimo giocatore si è trasformato in campione: 11 partite, 5 gol ottimo nel recuperare palloni, straordinario negli inserimenti.
Non posso non citare Simone Pepe, autore di 3 gol nelle ultime 3 partite. Sono stato un suo grande detrattore ma quest’anno ha fatto un enorme salto di qualità. Grinta e velocità le aveve sempre avute ma sotto la guida di Conte si è trasformato in un uomo tatticamente importante oltre a fare gol importanti.
Finisco con Alessandro Matri: anche il suo arrivo lo scorso gennaio era stato un po’ sbertucciato anche perché paragonato all’acquisto dell’Inter di Giampaolo Pazzini allora considerato superiore. L’ex centravanti del Cagliari però ha chiuso la scorsa stagione con 18 gol complessivi e quest’anno ha cominciato altrettanto bene con 6 reti in 11 partite: anche lui ha iniziato in panchina ma piano piano ha raccolto i gradi di titolare inamovibile.
Insomma una Juventus prima in classifica, in crescita e con un allenatore, Antonio Conte, che si sta dimostrando un valore aggiunto. L’obiettivo scudetto a questo punto può essere considerato raggiungibile.

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