Calcio: ma è davvero da buttare la stagione del Milan?

Ha perso il derby e lasciato definitivamente lo scudetto nelle mani della Juventus. Il Milan chiude la stagione solo con la Supercoppa italiana, un titolo piccolino, tanto che se lo sono dimenticati tutti, anche gli stessi tifosi rossoneri.

Una delusione, un dramma, tutti sulla graticola eppure, eppure, la squadra di Allegri potrebbe chiudere la tanto disastrata annata – male che vada (cioè con una sconfitta con il Novara nell’ultima giornata) – con 5 punti in meno rispetto allo scorso trionfale campionato e con i quarti di finale di Champions League (lo scorso anno si fermò agli ottavi). Mica male considerando il mercato non eccelso (in pratica inserito solo Nocerino tra i titolari) e l’ecatombe di infortuni. Da Abbiati a Zambrotta tutti hanno fatto una capatina lunga o breve in infermeria.
Naturalmente non è solo sfortuna, anzi ci sono sicuramente degli errori. La società, il tecnico, lo staff medico, i preparatori, tutti hanno sbagliato qualcosa. Però non bisogna dimenticare che ci sono anche gli avversari e il Milan si è arreso a una Juventus fenomenale, che con ogni probabilità chiuderà imbattuta e alla quota rispettabile di 84 punti. Tutti, io per primo, elogiamo i bianconeri ma il loro successo è reso più grande dall’unica rivale che le ha tenuto testa fino in fondo. Nonostante i vari problemi la squadra di Allegri non ha sbracato. Pensiamo per esempio all’Inter: ha vinto i 2 derby ma i nerazzurri sono lontani 19 punti dai rossoneri, così come il Napoli di Mazzarri. La Roma del nuovo corso americano è ancora più indietro.

Insomma non è stata vincente ma non è stata neanche da buttare la stagione del Milan.  E lo ha capito anche una parte dei tifosi rossoneri che ieri ha applaudito la squadra nonostante la sconfitta contro i cugini.
Vedremo cosa deciderà Silvio Berlusconi ormai tornato in sella. Voci dicono che non ami particolarmente Allegri ma in realtà nelle interviste lo ha sempre confermato. L’importante che il Milan ricominci la stagione con una struttura compatta dal vertice ai giocatori. Partire poco convinti porta sempre brutti risultati. 

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