Calcio: Milan, finale di stagione disastroso. E ora?

Lo stacco di testa di Pazzini che al secondo minuto di recupero sigla il definitivo 2-1 per la Samp e punisce forse oltremodo un Milan costretto a giocare un tempo in 10 per l’espulsione di Bonera, manda in frantumi i residui sogni scudetto del Diavolo e apre una lunga serie di interrogativi.
Il primo è immediato: da qui in avanti, con che motivazioni giocherà la squadra rossonera le restanti 4 partite? E poi: il bilancio stagionale è positivo o negativo? Il giovane Albertazzi non era una valida alternativa all’improvvisato centrale Oddo?
Domande sul presente, tanto caro a Leonardo, ma che si ripercuotono sul futuro. Perché, dopo 13 anni di rossonero, il tecnico brasiliano sente proprio ora la saudade brasiliana dei figli come ha spiegato Galliani? Leo è persona intelligente e onesta, abituato – da ex dirigente – a progettare il futuro. Allora perché ostinarsi a pensare al presente di una formazione ‘in costruzione’ come aveva sottolineato lo stesso allenatore? Perché questo alone di mistero su un addio che pare sempre più probabile, se non già deciso?
Azzardiamo: lo spazio per convincerlo a restare c’è, anche se le critiche presidenziali hanno segnato in qualche modo, non il rapporto con la proprietà, ma il destino di un allenatore che è e sarà sempre costretto a vincere, nonostante gli evidenti limiti di una squadra che non avrà – pare di capire – grandi iniezioni di freschezza sul mercato. E’ questo il secondo snodo importante.
Il calcio pensato e ricercato da Leonardo forse mal si adatta alle esigenze tecnico-economiche del Milan. Il gioco stile Barcellona lo fai con determinati interpreti, se non li hai e non li puoi avere ti devi accontentare o cambiare progetto. La situazione del portafogli rossonero non permette stravolgimeneti a breve raggio, anzi.
Il bilancio verrà chiuso probabilmente con 10 mln di perdite, un ottimo risultato se confrontato al rosso di 60/70 mln del passato. Con l’addio di alcuni giocatori a fine contratto si sfoltirà ulteriormente il monte ingaggi, ci saranno altre entrate ma poi ne verranno anche a mancare circa 17 di diritti tv, dall’anno prossimo distribuiti collettivamente. Il che fa intuire che ci saranno rinforzi, ma non troppi. E’ forse questo, dunque, il problema principale? Obbligato a vincere, ma con la stessa rosa o quasi. Compito difficile. E il rischio di fare da vittime sacrificali c’è eccome. L’anno di passaggio tra luci ed ombre è compiuto, ora si apre il futuro. Se tutto è deciso, perchè non uscire allo scoperto? Leo, se ci stai leggendo, spiegaci, chiarisci. Perchè questo silenzio non aiuta i tifosi a capire, non aiuta te nelle prossime 4 gare e non aiuta il Milan, costretto oggi a pensare al domani.

Matteo Ronchetti

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