Calcio: Milan una squadra allo sbando, Leonardo è uno dei problemi

Povero Milan! E’ l’esclamazione che mi è venuta dopo aver visto gli ultimi minuti della gara di Palermo. Una squadra allo sbando presa a calci da un avversario più giovane, più forte fisicamente e – incredibile – più tecnico e meglio messo in campo. Certo l’hanno ridotto così infortuni e squalifiche ma proprio le tante assenze hanno messo in evidenza i limiti della rosa del Milan, quei limiti denunciati con forza da molti dei tifosi e da quasi tutti gli addetti ai lavori. Togliete undici giocatori all’Inter e quello che vi rimane è sicuramente una squadra abbastanza forte da vincere il campionato. Toglieteli alla Roma e comunque qualcosa si può combinare lo stesso. Anche la bistrattata Juve potrebbe mandare in campo una formazione decente (i bianconeri hanno altri problemi non il numero di giocatori a disposizione di Zac). I rossoneri no. I vecchi dopo tanti anni sono arrivati al capolinea e Leonardo non ha avuto il coraggio di mandare in campo i giovani. Proprio il tecnico brasiliano è un altro dei problemi di questa squadra. Ha dato entusiasmo, utilizzato un gioco offensivo, ha rivitalizzato alcuni giocatori come Borriello e Ronaldinho e ne ha lanciati altri come Thiago Silva, però non è sicuramente ancora un vero allenatore. Del resto è al primo anno assoluto in quel ruolo, salto diretto dalla scrivania alla panchina. Nessuno come lui. Chi fa l’esempio di Capello, non ricorda gli anni alla guida della primavera e pure il tanto bistrattato Ferrara almeno con i giovani aveva lavorato. Fa degli errori imbarazzanti, soprattutto a partita in corso. La squadra non è mai equilibrata. Troppi giocatori oltre la linea della palla, inferiorità numerica fissa e centrocampo con giocatori poco dinamici ormai per l’età. Ha la convinzione da neofita che una partita si possa recuperare continuando a inserire attaccanti o la paura di affidare responsabilità ai giovani.
Ieri sera è stato costretto dagli infortuni a schierare fuori ruolo Oddo e Jankulovski, due ex giocatori. In panchina due talenti tanto sbandierati dalla proprietà come Albertazzi e Strasser non hanno invece potuto essere testati a questi livelli. Lui ha pensato a loro, a non bruciarli, un tecnico come Mourinho avrebbe pensato alla squadra e li avrebbe rischiati. E’ così che è nato Santon e non è stato l’unico, lo Special One quest’anno ha anche schierato più volte Khrin.
L’anno prossimo Leonardo non ci sarà più e sapremo se era lui il problema. Ora mancano tre partite alla fine e i rossoneri hanno un terzo posto da salvare: guardando il calendario (Fiorentina, Genoa e Juve) non sarà nemmeno un’impresa così facile.

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Add Comment