Calcio: nazionale, si avvicinano i Mondiali e Lippi non ha le idee chiare

Meno di 100 giorni ai Mondiali e la nazionale di Marcello Lippi è ancora in alto mare. Stasera nell’amichevole con il Camerun a Montecarlo si prova l’inedita difesa a 3, modulo sempre difficile da far imparare ai giocatori e quindi scelta del ct che dall’esterno sa un po’ di improvvisazione.

Per non parlare poi della scelta degli uomini che difenderanno il titolo conquistato nel 2006. Lippi continua a puntare su Cannavaro, Grosso e Legrottaglie disastrosi nella Juve, su Pepe che fatica a essere titolare nell’Udinese e su Zambrotta e Gattuso ai margini nel Milan anche per colpa degli infortuni.

A preoccupare è soprattutto la difesa che non dà nessuna garanzia imperniata come abbiamo visto su giocatori logori e lontani da prestazioni accettabili ecco perché il ct avrebbe tanto voluto convincere Alessandro Nesta. Il nome nuovo è il barese Bonucci ma secondo me era il suo compagno Ranocchia, purtroppo gravemente infortunato, ad avere le qualità per far parte del gruppo dell’Italia. E poi c’è Bonera che dopo un anno di infortuni vari è tornato da poco a giocare nel Milan e bene però servirebbero altre conferme sul campo per lui.

A centrocampo le alternative sono tantissime e di qualità e Lippi ha solo l’imbarazzo della scelta. De Rossi, Pirlo, Marchisio devono andare ai Mondiali e per gli altri speriamo deciderà il campo e non solo la gratitudine (perché in Sudafrica ci devono andare Gattuso e Camoranesi e non Montolivo per esempio?)

Anche per quanto riguarda l’attacco i dubbi sono tanti. Balotelli è sicuro di andare ai Mondiali, e se lo meriterebbe sicuramente, ma Lippi non ha mai puntato su di lui. Il ct poi ha ammesso di considerare Amauri, che presto avrà il passaporto, e anche lui non ha mai visto l’azzurro. Sicuri solo Gilardino e Iaquinta, ma lo juventino non è ancora ritornato dall’infortunio. Borriello e Pazzini si giocheranno un posto e se Totti dirà sì un posto per lui è certo.

Insomma meno di 100 giorni tra mille dubbi e poche certezze. In fondo per l’Italia scaramanticamente questa non è una cattiva notizia.

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