Calcio: nessuna rivoluzione in serie A. Alla fine del 2011 in testa ci sono Juve e Milan

Se l’inizio di campionato aveva fatto sperare in una serie A finalmente rivoluzionaria con squadre nuove a giocarsi il titolo, già alla fine dell’anno solare le cose sembrano essere tornate a posto. In testa ci sono Juventus e Milan due dominatrici storiche e guardando a questo campionato il club che ha speso di più sul mercato (la Juve) e i campioni d’Italia in carica e favoriti numero 1 (il Milan). I bianconeri sono stati i più continui grazie al neo tecnico Antonio Conte che ha saputo dare la sua mentalità vincente. La Juve è aggressiva compatta, gioca a ritmi altissimi e non molla mai. In 16 gare di campionato non ha ancora perso una volta, ha sconfitto Milan e Inter e si è tolta la soddisfazione di uscire imbattuta da campi difficilissimi come Roma, Napoli e Udine.

Il Milan invece è partito male con 2 sconfitte nelle prime cinque partite ma nelle ultime 11 ha innestato una marcia vincente: 29 punti su 33 a disposizione e potevano essere anche due in più ripensando a quelli buttati a Firenze. Il merito è di Allegri che non si è disperato dopo il brutto avvio, ha recuperato gli infortunati e ha trovato la quadratura del cerchio con gli inserimenti di due centrocampisti come Aquilani e Nocerino, bravissimi negli inserimenti e con la freschezza e la voglia che servivano a una squadra ricca soprattutto di veterani. Il limite è la dipendendenza ormai scontata da Ibrahimovic vero perno della squadra: se gira lui, girano tutti.

L’unico inserimento a sorpresa nelle zone alte della classifica è l’Udinese. In estate ha perso 3 dei suoi giocatori migliori (Inler, Sanchez e Zapata) e mai avrei pensato potesse trovarsi al terzo posto dopo 16 giornate a soli due punti da chi ha speso tanti soldi per costruire le squadre. I friulani si sono riprogrammati: non sono più quella macchina spettacolare da gol ma sono diventati praticamente imperforabili in difesa. Merito dell’organizzazione del tecnico Francesco Guidolin – poco mediatico sicuramente ma molto bravo tanto da aver sbagliato pochissime stagioni nella sua lunga carriera – e del nuovo acquisto Danilo che con Benatia forma la coppia di centrali di difesa più forte del campionato.. i numeri sono numeri! Poi ovvio non si vince senza i gol di Di Natale, 10 nella prima parte di campionato.

La Lazio ha confermato i pronostici della vigilia. Gli manca qualcosa per essere da scudetto ma il quarto posto a quattro punti dalle migliori è un premio per la programmazione di Lotito, tanto vulcanico quanto bravo a rilanciare in pochi anni un club praticamente fallito dopo Cragnotti. La ciligina su un’ottima torta è Miroslav Klose, capace a 33 anni di imporsi subito anche nel campionato italiano. Se ingrana anche Cissé la Lazio può sperare di chiudere in zona Champions League.

Passiamo alle delusioni. L’Inter è quinta e non è male dopo aver passato le prime dieci giornate in zona retrocessione. Nelle ultime sei partite ha raccolto cinque vittorie: certo gli avversari non erano irresistibili, il gioco non è brillantissimo ma almeno Ranieri è riuscito a sistemare la fase difensiva. A gennaio per sperare di tornare in corsa per lo scudetto Moratti deve mettere mano ai soldi. Servono acquisti di qualità soprattutto a centrocampo ma anche in attacco per recuperare 8 punti a Milan e Juve. Credo che l’organico dell’Inter in questo momento sia al massimo da terzo posto, non di più.

In Champions League fa sfracelli ma in campionato è davvero deludente il Napoli. Con l’organico a disposizione di Mazzarri (che non ha nemmeno l’alibi infortuni) i dieci punti dalla vetta sono davvero troppi anche se la mancanza abitudine a giocare in Europa può contare qualcosa. A gennaio arriva un altro rinforzo per l’attacco: Edu Vargas che in Sudamerica sta facendo sfracelli. E’ veloce e fa gol, il cileno è il giocatore giusto per far rifiatare a turno i tre fenomeni Hamsik, Cavani e Lavezzi. L’obiettivo è la zona Champions e tutto sommato il tempo per recuperare c’è ancora.

Infine spendo due parole per la Roma. Il progetto Luis Enrique va a fasi alterne. Le ultime 3 partite contro Juventus, Napoli e Bologna hanno riportato tranquillità nell’ambiente e una posizione più consona in classifica: sesti a pari punti con i partenopei. Sono arrivati 7 punti e visto il momento e gli avversari sono punti d’oro. Al Dall’Ara la prova più convincente dell’anno secondo il tecnico spagnolo con una squadra finalmente brava nelle due fasi. Sicuramente è una squadra in crescita e migliorabile con qualche ulteriore acquisto e con i gol di Totti, finora ancora a secco. Di sicuro un progetto nuovo e intrigante partito con grandi difficoltà ma che spero possa portare buoni frutti per il bene di tutto il calcio italiano che è abituato a improvvisare, a parte qualche eccezione, e che per questo ha perso posizioni a livello europeo.

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