Calcio: serie B, la favola Novara

C’è già chi parla di miracolo, chi di favola. Ma la matricola Novara in testa alla classifica è qualcosa di diverso dalla solita sorpresa di inizio stagione. Non c’è casualità in questo avvio sprint della formazione piemontese, al ritorno in B dopo 33 anni di assenza e subito protagonista con tre vittorie e un pari in quattro incontri. Meglio parlare di organizzazione, programmazione, progettualità. Parole che forse non scaldano e non accendono la fantasia, ma che hanno il loro riscontro sul campo. Vittorie che arrivano da lontano, sulla scia di quella squadra costruita negli anni per stupire e vincere, come puntualmente successo in Lega Pro, mietendo successi e record.

Una rosa confermata in blocco quest’anno, con innesti mirati e zero follie di mercato, perché prima si pensa al bilancio, poi a tutto il resto. E così la società è già diventata un modello di gestione virtuosa: i soldi ci sono eccome, ma si vince con la forza delle idee, senza risparmiare investimenti importanti, purchè funzionali e innovativi. Come dimostra la costruzione dell’impianto sportivo di Novarello, un vero gioiello che qualcuno paragona a Milanello (con le dovute proporzioni), o la scelta – coraggiosa e molto discussa – di giocare su un campo sintetico. In effetti il rimbalzo del pallone non è quello consueto e le formazioni ospiti faticano ad adattarsi immediatamente. Questo piccolo vantaggio però non deve offuscare i meriti del Novara, che vince e convince esprimendo un gioco frizzante e veloce, consolidato nel tempo. Per questo l’exploit non mi sorprende. La squadra è messa bene in campo, ha equilibrio e geometrie. Poi, può contare su un giocatore di qualità come Cristian Bertani, l’uomo in più degli azzurri di Attilio Tesser. Storia davvero affascinante quella del bomber milanese, classe 1981 e scoppiato solo ora dopo una lunghissima gavetta nonostante qualità sopra la norma. Ma sicuramente ne riparleremo.

Intanto, in città l’entusiasmo è grande, i tifosi iniziano a sognare addirittura la serie A. Obiettivo da non escludere a priori, a patto – però – di restare con i piedi per terra. “Continuiamo con questo atteggiamento e ci potremo togliere le nostre soddisfazioni”, ha dichiarato Tesser senza nascondere un pizzico di logica ambizione. Insomma, questo Novara ha le possibilità per continuare così, ha licenza di stupire. Un po’ come il Cesena l’anno scorso. Si può tranquillamente inserire tra le outsider, in un lotto di altre 4/5 formazioni. Le corazzate, però, restano altre: Atalanta e Siena su tutte. Se comunque i momenti di difficoltà verranno gestiti al meglio, continueremo a parlare del Novara, al momento la faccia felice del Piemonte. In attesa del derby di sabato prossimo con il Torino…

Matteo Ronchetti (Sportitalia)

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