Calciopoli: la cupola di quel gran paraculo di Paolo Bergamo

L’impressione che mi sta venendo è che tutta calciopoli sia una buffonata. Le intercettazioni vecchie e nuove, sentite interamente e non fermandosi solo agli stralci che la stampa e gli inquirenti usano per difendere o attaccare una delle parti in causa, raccontano di colloqui tra maneggioni, presuntuosi e timidi interlocutori tutti sotto la regia dell’ex designatore Paolo Bergamo, il gran paraculo, quello che non riconosce la sua voce in una telefonata registrata, quello che con Galliani fa il milanista, che con Facchetti fa l’interista e che poi invita Moggi e Giraudo a casa sua a Livorno per festeggiare uno scudetto poi regalato all’Inter e che probabilmente sarà definitivamente cancellato con buona pace di tutti.
E tanto per non far mancare niente a nessuno, cosa dire dell’allora vicepresidente federale Innocenzo Mazzini che con il direttore sportivo della Roma, Pradé, non fa nulla per celare la sua fede giallorossa e l’allora presidente federale Franco Carraro, assolto dalla giustizia, che non vuole assolutamente errori arbitrali a favore della Juventus.

Insomma una cupola, quella degli arbitri però, che fa credere a tutti di favorirli e poi invece si diverte con i viaggi a Istanbul a spese del Milan, con i regali di Moratti, le cene di Meani, con le richieste di biglietti vari per le partite importanti ecc. ecc.

E se volete farvi due risate con le nuove intercettazioni andate sul sito del Corriere dello sport, ci sono tutte.

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