Calciopoli: parlavano tutti, come va a finire? La Juve chiede par condicio

E così l’ondata lunga di calciopoli è arrivata anche all’Inter. Lo so, la cosa fa godere gli anti-interisti e fa infuriare i nerazzurri. Le intercettazioni che hanno riesumato, secondo me, danno un po’ ragione a tutte e due le sponde. Non sono niente di particolare, niente di più che banali colloqui tra Moratti o Facchetti e l’ex designatore arbitrale. Battute sui direttori di gara, complimente e poco di più. Niente pressioni particolari o altro, almeno dalle telefonate che sono uscite finora. Gli anti-Inter però non hanno torto quando dicono: “comunque sia anche loro hanno parlato con Bergamo (l’ex designatore n.d.r.) e prima lo negavano”. I punti in questione sono 2: “Perché queste intercettazioni non sono uscite prima?”. E poi, “fossero emerse prime queste intercettazioni la sentenza sarebbe stata diversa?”. Rispondere alla prima domanda è davvero difficile: imperizia, dolo, furbata? Boh. Va precisato che le novità riguardavano un po’ tutti i protagonisti del nostro mondo del calcio, non solo la sponda interista. La risposta alla seconda domanda l’ha data invece dalle colonne di Tuttosport l’ex presidente della Corte Federale Piero Sandulli, il giudice che emise la sentenza d’appello su Calciopoli. “Mai sentite quelle telefonate. Allora le intercettazioni facevano riferimento soltanto alle società poi penalizzate, Juventus, Milan, Fiorentina, Lazio, Reggina, Arezzo”, ha detto Sandulli che poi ha aggiunto: “Per quanto riguarda la sentenza, non sarebbe cambiata, però avremmo avuto al tavolo degli inquisiti un altro gruppo di soggetti”. Non stupisce quindi che la Juventus attraverso il suo sito ufficiale abbiama pubblicato questa nota: “Nel pieno rispetto delle attività riguardanti processi in corso, la Juventus valuterà attentamente con i suoi legali l’eventuale rilevanza di nuove prove introdotte nel procedimento in atto a Napoli al fine di garantire, in ogni sede sportiva e non, e come sempre ha fatto, la più accurata tutela della sua storia e dei suoi tifosi. Juventus confida che le istituzioni e gli organi di giustizia sapranno assicurare parità di trattamento per tutti, come d’altronde la società e i suoi difensori richiesero nel corso del processo sportivo del 2006”. Si prospetta quindi un altro avvicinamento al Mondiale torrido come quello del 2006, e visto com’è andato alla fine non ci resta che sperare che sia davvero così.

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