Calcioscommesse: ancora arresti. Speriamo riescano a fare piazza pulita

Non è bello avere la conferma che il calcio, lo sport che amo, sia in realtà poco più di uno show televisivo. Il calcioscommesse ha smascherato molti dei mali di un mondo che purtroppo è lo specchio fedele della nostra società.
Nessuno può dirsi sorpreso di tutti quello che sta succedendo. Anche il più ingenuo non poteva non notare che alcune partite avevano un andamento strano. E non parlo solo degli ultimi anni. I miei ricordi vanno a un chiacchierato 2-2 tra Napoli e Genoa nel 1982, che fece retrocedere il Milan, passano da un Milan-Brescia del 1993 con gol casuale di Albertini (che si mise le mani nei capelli) per i rossoneri e pareggio immediato di tal Brunetti, modesto difensore che segnò dopo uno slalom degno di Maradona e continuano con un celebre Venezia-Bari del 1999 finito 2-1 con gol finale del povero brasiliano Tuta – unico a non sapere dell’accordo per il pareggio – che rischiò di essere picchiato non solo dai giocatori pugliesi ma anche dai compagni squadra. E mi fermo qui ma ce ne sono tante tante altre partite che potrei citare.
Tutti episodi clamorosi ma che dopo una breve indagine venivano prontamente archiviati. Magari sono stati decisi campionati e coppe e noi a sprecare parole e analisi su partite che in realtà erano giocate prima fuori dal campo. Adesso sembra che gli inquirenti abbiano deciso di fare sul serio. Nel mirino giocatori anche importanti (in manette questa volta sono finiti anche l’ex genoano Milanetto e il laziale Mauri), società, capi ultrà e organizzazioni criminali. Il calcio è stato messo in lavatrice e sicuramente i lavaggi da fare sono ancora tanti. Da quello che so io sarà un’escalation: fra un po’ verranno fuori calciatori e club sempre più importanti.
 Io da appassionato, in parte addetto ai lavori, ne sono contento: chissà che alla fine il mondo del pallone italiano non ne esca davvero pulito.

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