Champions: il Milan ci ha provato ma il Barcellona è di un’altra categoria

Ci aspettavamo tanto da Milan-Barcellona e tanto arrivato. 5 gol, tante occasioni, tante belle giocate, tanti errori (anche dell‘arbitro Stark), tante polemiche, un ritmi altissimo e in più uno stadio strepitoso come San Siro pieno ed entusiasta. La sfida tra rossoneri e catalani è stato uno splendido spot per il calcio e giustamente ha vinto la squadra più forte: quella che gioca meglio e quella che il maggior tasso di qualità nei singoli.

Se la partita è stata bella il merito è soprattutto del Milan. Perché ieri sera i rossoneri hanno provato a giocare a calcio e non si sono limitati a contenere il Barcellona come all’andata al Camp Nou. Il catenaccio è l’unico modo per frenare i catalani (come Mourinho insegna) ma Allegri in una partita in cui aveva poco da perdere (solo il primo posto nel girone) ha provato ad attaccare. Lo ha fatto schierando una formazione offensiva con Boateng dietro Robinho e Ibrahimovic e un centrocampo con il solo Van Bommel incontrista. Una scelta coraggiosa che ha fatto venire fuori una gran partita ma che di fatto ha mostrato in maniere ancora più evidente la distanza tra le due squadre.

Il Milan ha fatto due gol e creato altre tre o quattro ottime possibilità, il Barça senza nemmeno spingere troppo sull’acceleratore di reti ne ha fatte tre sfiorandone altre cinque o sei. Insomma altra categoria.
La sensazione è stata quella che i blaugrana potessero segnare in qualunque momento della partita.

Strepitosa come sempre la fase offensiva: tutti pronti a proporsi senza palla, a inserirsi sia centralmente sia alle spalle dei terzini. Un Messi che questa volta ha avuto più spazi e che ha fatto vedere tutti i suoi numeri. E poi ragazzi uno Xavi stratosferico che non vince il pallone d’oro solo perché in squadra con lui c’è Messi…
Come sempre mi ha impressionato anche la fase di non possesso dei catalani. Una volta persa la palla tutti pressano, tutti cercano di mettere in difficoltà la ripartenza degli avversari.
Ieri però qualche difetto è finalmente emerso. Una volta superato il pressing di centrocampisti e attaccanti la difesa del Barcellona può essere messa in difficoltà. Mancavano Dani Alves e Piquè e nell’uno contro uno Puyol, Mascherano e Abidal hanno dimostrato di poter essere messi in difficoltà.

Per battere il Barça serve una tattica equilibrata. Non puoi lasciargli la palla per l’80% del tempo e non puoi aggredirlo dissennatamente concedendogli troppi spazi. Serve attenzione e gente ancor più brava dei milanisti nel creare superiorità numerica. Una squadra che può fare tutto questo esiste e risponde al nome del Real Madrid. Ecco perché un euro sull’ennesima vittoria della Champions di Mourinho sono disposto a giocarlo…

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