Comincia la Nba: i Lakers sfidano i campioni in carica di Miami

Parte stasera la lunghissima stagione Nba. Tutte le squadre dovranno giocare 82 partite di stagione regolare e per le migliori ci saranno anche i playoff. Da ottobre, quindi, ad aprile quasi ogni giorno ci sarà in programma qualche match del campionato di basket più spettacolare al mondo.

L’attesa è per una finale tra i Miami Heat, campioni in carica e i Los Angeles Lakers, grandi protagonisti del mercato.

A Est è difficile non dare i favori del pronostico agli Heat. Al trio di stelle Lebron James, Dwayne Wade e Chris Bosh si sono aggiunti altri due grandi giocatori (anche se un po’ datati) come Ray Allen e Rashard Lewis. Rimane qualche problema per quanto riguarda i centri ma facilmente superabile con la classe degli altri.
In seconda fila ci possono essere i Boston Celtics e i Chicago Bulls. I biancoverdi hanno perso Allen ma Rajon Rondo è rimasto così come i veterani Kevin Garnett e Paul Pierce che qualche cartuccia da sparare ce l’hanno ancora. In più è arrivato un tiratore solido come Jason Terry oltre a Courtney Lee e Leandro Barbosa.
Il problema dei Chicago Bulls invece è l’infortunio di Derrick Rose che non dovrebbe rientrare prima di febbraio. Con lui erano i numeri 1 a Est, senza di lui si sono fatti eliminare al primo turno dei playoff. Di sicuro nella post season saranno una mina vagante quando Rose sarà tornato in forma. La speranza poi per noi italiani è che Marco Belinelli possa trovare spazio e giocare bene. Comunque è già bello vedere un azzurro in una delle squadre più importanti della Nba.
Un po’ più indietro vedo gli Indiana Pacers che hanno perso Danny Granger per un infortunio al ginocchio. Dovesse essere grave non li vedo da playoff.
Non mi entusiasmano ma le vedo comunque tra le prime otto le due squadre di New York. I Knicks hanno sulla carta un ottimo roster. Una stella come Carmelo Anthony e tanti altri campioni, qualcuno molto datato e qualcuno solo datato (da Stoudemire a Jason Kidd senza dimenticare Jr Smith, Marcus Camby e Rasheed Wallace). Lo scorso anno però si è già visto che il talento non basta se non c’è la chimica.
L’altra squadra della Grande Mela è una novità: i Brooklyn Nets. Prendono il posto dei New Jersey Nets e subito puntano ai playoff. Deron Williams è rimasto ed è tanta roba. Con lui due talenti come Joe Johnson e Gerald Wallace e un centro come Brook Lopez su cui i Nest puntano molto visto che lo pagano 60 milioni di dollari in 4 anni.
Sempre a Est da playoff vedo i Philadelphia 76ers che hanno perso Iguodala ma hanno aggiunto Andrew Bynum, che per molti è il secondo centro più forte dell’intera lega (quando sta bene e ne ha voglia).
Chiudo la mia analisi a Est con i Toronto Raptors ma solo perché c’è Andrea Bargnani. Il mago resta la stella della franchigia canadese che ha aggiunto volti nuovi come il centro lituano Jonas Valanciunas, per qualcuno il nuovo Sabonis e un altro rookie molto atteso come il play Kyle Lowry. Un po’ poco per tornare alla post season dopo 4 annate deludenti ma sono tutti da seguire.

Passiamo a Ovest, una conference sicuramente più equilibrata, con tante squadre molto competitive. In molti puntano forte sui rinnovati Los Angeles Lakers. E’ arrivato il centro più forte della Nba Dwyght Howard e uno dei play più esperti e di classe come il 39enne Steve Nash. Con Pau Gasol e Kobe Bryant formano un quartetto stratosferico ma…per me c’è un ma. Tre su quattro sono molto in là con gli anni e in chiaro calo di rendimento e Howard è appena rientrato da un infortunio piuttosto fastidioso. Se Kobe e Steve stanno bene e fanno un anno dei loro, beh allora la finale per il titolo è quasi assicurata. Altrimenti i tanti tifosi gialloviola dovranno accontentarsi di qualche partita spettacolare e poco altro. In ogni caso sicuramente una sfida affascinante.

Dietro ai Lakers metto gli Oklahoma City Thunder. Hanno ceduto uno dei loro giovani campioni, il barbuto, James Harden (miglior sesto uomo dell’anno) e non sarà un’assenza di poco conto anche a livello di carisma. Però sono rimasti Kevin Durant e Russel Westbrook, due fenomeni, e Serge Ibaka, un intimidatore d’area mica da ridere. Poi al posto di Harden sono arrivati Kevin Martin, ottimo giocatore, e un prospetto moolto interessante come Jeremy Lamb.
Sul podio dei pronostici, tradito dal tifo per il Gallo, metto anche i Denver Nuggets. Sono ancora giovani ma hanno un anno in più di esperienza e poi da ora possono contare anche su un All Star come Andre Iguodala, spettacolare e fortissimo in difesa. Proprio il giocatore che mancava. E poi credo molto nel nostro Danilo Gallinari. Per molti addetti ai lavori americani sarà l’anno della sua consacrazione. Che dire… speriamo
Un po’ più indietro i San Antonio Spurs. Sono rimasti più o meno gli stessi, con tanta classe ma anche con un anno in più. Nella regular season i vari Ginobili, Duncan Parker potranno ancora dire la loro, ma non vedo come possano competere per il titolo quando i ritmi si alzeranno. Vediamo..
Mi aspetto molto anche dai Los Angeles Clippers e dai Memphis Grizzlies. I Clippers sono spettacolari con Griffin e Jordan e hanno un play super come Chris Paul. In più hanno arricchito il roster con personaggi del calibro di Gran Hill, Lamar Odom e Jamal Crawford. Insomma possono andare molto lontano. I Grizzlies hanno lasciato andare Oj Mayo ma sono rimasti Marc Gasol, Zach Randolph, Conley e Rudy Gay. In più conoscono sempre meglio i playoff. Pericolosi.
Gli Houston Rockets hanno scommesso su Jeremy Lin che lo scorso anno ha fatto innamorare New York e in più sono riusciti a mettere le mani su James Harden che non si accontentava più del ruolo di sesto uomo a Oklahoma City. Ammetto che questa coppia mi intriga.
I Dallas Mavericks hanno cambiato molto: via Jason Terry e Jason Kidd sono arrivati Mayo, Darren Collison, Chris Kaman e Elton Brand. L’ago della bilancia però sarà come sempre Dirk Nowitzki che però ha un anno in più, sono 34, ed è pure infortunato al ginocchio.
Chiudo con i Minnesota Timberwolves. Non so se arriveranno ad avere un record positivo ma potenzialmente sono una bomba. Adoro il play spagnolo Ricky Rubio che rientrerà dal grave infortunio al ginocchio e poi c’è un altro grande giocatore come Kevin Love che però fino a dicembre starà lontano dai giochi dopo essersi rotto una mano. In più si sono giocati la scommessa Brandon Roy. A Portland sembrava poter diventare un fenomeno: è ancora giovane ma è reduce da anni di inattività per gravi problemi alle ginocchia che sembravano averlo costretto al ritiro. Tifiamo tutti per lui.

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