Ecco perché l’Inter è tornata a dominare

La serie A ha ritrovato la sua dominatrice. E’ bastato un mese con Leonardo in panchina e qualche acquisto azzeccato e l’Inter è tornata lassù ormai a un soffio dai cugini milanisti. Il 2011 è stato finora un’entusiasmante cavalcata dei campioni del mondo. Sette vittorie in otto partite di campionato hanno consentito ai nerazzurri di recuperare 8 punti al Milan e di fatto di poter tornare a essere i favoriti anche di questa lotta tricolore.

E questo filotto di successi è arrivato senza nemmeno avvicinarsi alla perfezione. Il gioco non è ancora fluido come un tempo e la difesa subisce quasi due gol a partita: nelle ultime 3 gare c’ha pensato Julio Cesar a limitare miracolosamente i danni. Trovare un equilibrio tattico non è uno dei grandi interessi di Leonardo che conta soprattutto sulla fase offensiva per vincere le partite. Lo scorso anno l’esperimento con il Milan non andò in porto anche perché il tecnico brasiliano non poteva contare sull’Eto’o straordinario di quest’anno e su un centrocampo prolifico come quello interista che annovera dei cecchini come Stankovic, Cambiasso, Thiago Motta e Sneijder. Una giusta miscela che ha come ingredienti anche il recupero degli infortunati (vero tallone d’achille dello sfortunato inizio stagione), il grande carattere dei giocatori che porta i nerazzurri a non arrendersi mai, e la grande fortuna che accompagna sempre i periodi vincenti.

Fortuna che manca sicuramente al Milan, basti pensare alle partite con Lazio e Genoa, ma che non può essere un alibi per i rossoneri, come non lo possono essere i pur tanti infortunati. Allegri ha una squadra che nel 2011 è rimasta solida, anzi concede anche meno di prima agli avversari, ma che non sembra più capace di realizzare un efficace gioco d’attacco.

Secondo l’ex tecnico del Cagliari i suoi attaccanti sono troppo leziosi quando la squadra è in vantaggio, noi aggiungiamo anche che il centrocampo non aiuta quasi mai il reparto offensivo. Stride per esempio il paragone con i cugini nerazzurri. In tre, Thiago Motta, Cambiasso e Stankovic, complessivamente hanno messo a segno 14 reti più del doppio dell’intera rosa di centrocampisti rossoneri: Gattuso, Ambrosini, Van Bommel, Boateng, Seedorf, Emanuelson, Flamini, Strasser, Merkel e Pirlo in totale hanno realizzato solo 6 gol. Un dato eloquente che permette agli avversari del Milan di concentrarsi solo nel contenere i pur fortissimi attaccanti rossoneri ben sapendo che i gol possono in pratica arrivare solo da loro. Considerando il leggero calo di brillantezza di Ibrahimovic, la mancanza di costanza di Pato, il ritardo di condizione di Cassano e gli errori di mira di Robinho, ecco spiegato il momento della capolista.

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