Formula 1: Rossi alla Ferrari? Non sarebbe sport, solo marketing

“Vogliamo Valentino Rossi”, “Valentino Rossi sarebbe un sogno”, e via dicendo. In Ferrari è tornato di moda il nome del campione del mondo della MotoGp. Il presidente Montezemolo ha affermato che se potesse avere in futuro una terza vettura quella sarebbe per il fenomeno di Tavullia. Perché? Per gli sponsor, i media e per i tifosi italiani e non certo dal punto di vista tecnico. Un’operazione assolutamente di marketing. Qualche buon giro di prova con una Formula 1 non significa essere un pilota di Formula 1. E la cosa sarebbe ok se non provassero a venderla come altro. Come se Rossi fosse già pronto per lottare per un titolo. Infatti Valentino nostro finora ha detto “no”. Non ha bisogno al momento di promuovere il suo nome e ha ancora fame di vittorie, incredibile dopo aver vinto nove titoli mondiali nelle varie categorie. Ed è divertente vedere che il suo nome cominci a circolare dopo un avvio di stagione che non è stato come a Maranello speravano. Solo una vittoria, molti errori e tanti piazzamenti intermedi. Certo guardando attentamente le prime quattro gare possiamo dire che sono state condizionate fortemente da tempo instabile e che i ferraristi hanno avuto anche parecchia sfortuna. Evidentemente però c’è del senso di colpa nel Cavallino e per sviare le attenzione sulle ultime tristi uscite di Massa e Alonso ecco sciorinare il nome di Valentino Rossi. Cari miei non serve gettare fumo negli occhi ai tifosi, serve un’analisi corretta degli errori, olio di gomito per rimediarli e vincere un Mondiale con un fenomeno come Fernando Alonso non sarà impossibile.

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