Giovinco e una Mls che si prepara a diventare il paradiso dei calciatori

Sebastian Giovinco dal mese di luglio giocherà nel campionato americano, precisamente nel Toronto Fc. Di per sé la notizia non è sconvolgente. Non lo è per gli juventini che lo perdono a zero e non lo è per molti altri, visto che per lo più la “formica atomica” è considerata solo un buon giocatore. Quello che fa scalpore è lo stipendio che prenderà il piccolo trequartista. In America l’hanno definita una “camionata di soldi” ed effettivamente è un’espressione che ci sta parlando di 8,5 milioni di dollari (6 milioni e mancia di euro) all’anno.

Qualcuno penserà inizialmente che in Canada hanno bevuto troppo vino italiano ma poi riflettendoci meglio… Se riescono a pagare uno come Giovinco, panchinaro alla Juventus, 6 milioni di euro non è che presto convinceranno anche altri a prendere un aereo per un fare bel viaggio oltreoceano?

Io dico di sì e dico anche che in futuro la Major League Soccer (Mls) diventerà il campionato di calcio più importante al mondo. Non subito perché al momento la Mls non è molto attraente: giocatori medi o campioni abbondantemente oltre il viale del tramonto (Henry, Beckham, Nesta…). Non ce lo vediamo ancora un Cristiano Ronaldo a fare una scelta del genere, tanto per intenderci.

Gli americani però stanno andando per gradi. Prima vecchi nomi, poi giocatori di buona qualità e poi, fra qualche stagione, i campioni veri.

Negli Usa ci sono i soldi e ora c’è anche la passione per il calcio, quella che mancava anni fa. Una passione che riempie gli stadi e che porta le persone in piazza per festeggiare una vittoria della nazionale ai Mondiali. In più da quelle parti sanno come valorizzare un prodotto che ha potenzialità.

Dove lo mettiamo poi l’appeal di città come Los Angeles, New York, Chicago e Miami, mica – con tutto il rispetto – GuangzhouMachačkala (scusami Eto’o). E poi stadi moderni e confortevoli, assenza totale, o quasi, di violenza fra i tifosi. Cultura dello sport e non solo della vittoria. Insomma sulla carta un paradiso del calcio.

Certo il fascino dell’Europa sarà molto forte ancora per anni, soprattutto Inghilterra, Germania e Spagna sono realtà ancora all’avanguardia. La mia paura è per il nostro malandato calcio nostrano: quello dei Tavecchio, degli stadi diroccati, degli scontri prima di un derby di Roma, degli spari prima di una finale di Coppa Italia, dei fallimenti, delle minacce, dei presidenti impresentabili, degli spettacoli osceni: basta vincere, perché “vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”.

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