I tanti meriti di Antonio Conte nella (finora) strepitosa stagione juventina

Raramente ho visto un allenatore avere un impatto così determinante su una squadra. Il 2011/12 è già l’anno di Antonio Conte, comunque andrà a finire. Ha trasformato una Juventus di livello sì alto ma senza anima in una squadra capace di infilare 30 partite di campionato senza perdere e soprattutto senza mai rischiare di perdere. Il tutto con un gioco spettacolare fatto di ritmi alti, inserimenti, azioni avvolgenti: un continuo assalto all’avversario stile attacco alla baionetta che sta entusiasmando i tifosi.
La squadra molle che ha chiuso al settimo posto lo scorso anno non c’è più. Ci sono una ventina giocatori con la bava alla bocca, una condizione fisica incredibile e una grandissima voglia di vincere.

Nella Juventus ci sono pochi fenomeni. A parte Buffon, Pirlo, Marchisio e a tratti Vucinic non ci sono giocatori nettamente sopra la media. Però la difesa è solida con un vecchietto ritrovato come Barzagli capace di fare girare bene due anarchici come Bonucci e Chiellini. Fondamentale anche la grinta di Vidal e Lichsteiner. Conte poi è stato bravo a sfruttare i momenti di vena dei vari Pepe e Giaccherini e a inserire un Caceres già determinante, soprattutto in Coppa Italia.

A parte la gestione del gruppo il tecnico di Lecce ha dimostrato di essere bravissimo a disporre tatticamente la sua squadra e a cambiarne il volto anche a partita in corso. Ha iniziato col 4-2-4, è passato al 4-3-3 ma alcune partite, come quella di ieri sera contro il Napoli, le ha vinte con il 3-5-2.

Ho sempre pensato che un allenatore bravo fosse quello in grado di gestire un gruppo, di mettere i giocatori al posto giusto e poco di più. Conte fatto di più: ha cambiato il volto della squadra e ha inciso pesantemente nei risultati della Juventus. Il merito è anche dei tifosi che già da un paio d’anni puntavano su di lui scontrandosi con le incertezze di una dirigenza ancora poco convinta e convincente.

Per restare nella storia però serve un sontuoso rush finale: per vincere la concorrenza del Milan in campionato e per battere il Napoli nella finale di Coppa Italia.

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