Il basket riparte dalla passione, o almeno ci prova

Poveri ma belli. Sono i campionati post-riforma della nuova LNP, associazione dilettantistica ma solo nella forma. Dalla seconda alla quinta serie del basket nostrano quest’anno c’è più di un pezzo di storia recente della pallacanestro italiana.
Ci sono innanzitutto le nostre ultime due squadre (anche se con nomi e proprietà diverse) ad essere arrivate a una finale di Eurolega, la Fortitudo Pallacanestro Bologna 103 e la Treviso Basket 2012, che ripartono dalla DNB portandosi dietro cornici di pubblico che non si erano mai viste in una quarta serie (in 4000 al Paladozza per la prima della F).
Ci sono poi i grandi nomi, uno su tutti il nazionale Stefano Mancinelli approdato in Legadue Gold a Torino (oltre 3000 gli spettatori al Pala Ruffini per l’esordio casalingo dei piemontesi). Sempre in Gold sono presenti città importanti come Firenze e Bari oltre a grandi piazze come Napoli e Trieste, e al tris azzurro di Capo d’Orlando formato dai “mai vecchi” Basile e Soragna sul parquet e dal riconfermato Pozzecco in panchina.
E’ vero però che non è tutto oro quel che luccica. Nomi altisonanti e record di incassi nelle leghe minori sono le conseguenze di una cruda realtà cestistica mai così povera e così incerta. Se si esclude l’opulenta ma perdente Milano targata Armani, tutte o quasi altre grandi società hanno dovuto affrontare crisi economiche più o meno gravi. 
Mentre gli sponsor e i soldi se ne vanno, le televisioni guardano la palla a spicchi solo come riempitivo tra il campionato di calcio francese e argentino, la passione verso il primo degli altri sport resta. Senza soffermarci troppo sulle responsabilità di questa crisi che sommariamente dividiamo tra società, Federazione-Lega (o meglio nello scontro tra Federazione e Lega) e le televisioni, cerchiamo, per amore di questo sport, di esaltarci per le piccole cose. Perché forse è l’ultima possibilità per continuare ad amare la palla a spicchi e dargli ossigeno. E forse perché i grandi cambiamenti devono partire dal basso, dove per ottenere i risultati ci si sporca le mani e si pensa a soluzioni che possano fare la gioia di chi questo sport lo manda concretamente avanti: gli appassionati (vedi le numerose sottoscrizioni e forme di azionariato popolare, ultima quella proposta dal sindaco di Cantù) .
Chiudo con una provocazione per i miei concittadini tifosi dell’Olimpia: il prossimo week-end oltre a seguire l’EA7 “all’atelier” di Assago, fatevi un giro sabato sera alla palestra Aldo Giordani di via Padova. Ci troverete la Pallacanestro Milano 1958 o l’Urania: poca tecnica certo, ma non avrete bisogno del caffè per tornare a casa.
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