Il Giro d’Italia 2011 secondo Andrea Berton

Parte domani, 7 maggio 2011, la 94esima edizione del Giro d’Italia, quest’anno dedicata ai 150 anni dell’Unità del nostro Paese. 21 tappe per una corsa rosa durissima: la prima tappa sarà una cronosquadre con partenza da Venaria Reale. L’ultima vedrà la carovana arrivare a Milano il 29 maggio.
Tutti i giorni a raccontare il Giro per lo streaming del sito della Gazzetta dello sport ci sarà – affiancato dall’ex pro Marco SaligariAndrea Berton, uno dei più apprezzati telecronisti di ciclismo.

Andrea che Giro sarà quello di quest’anno? Alberto Contador ha detto che non ha mai fatto una corsa così dura, cosa ne pensi?

Contador ha ragione. Devo dire che è un giro massacrante, forse il più duro degli ultimi 20 anni con i suoi 8 arrivi in salita. La 14esima e la 15esima tappa per esempio sono ravvicinate, sono sopra i 200km e hanno delle salite mostruose. Lo Zoncolan tanto per fare un esempio verrà affrontato dopo il Monte Crostis, salita inedita per il Giro che vale il Mortirolo. Il giorno dopo c’è il tappone dolomitico con arrivo a Gardeccia con il Giau, il Passo Fedaia: salite di una durezza incredibile. E’ un Giro terribile.

Non è forse troppo duro?

Questo è un Giro molto duro anche se non lo considero così sopra le righe da essere inaccettabile. E’ molto intrigante e piacevole da guardare. Da correre forse un po’ meno.

Quali saranno le tappie chiave?

Mi ripeto, la 14esima e la 15esima tappa. Ci sono delle salite durissime che possono sconvolgere la classifica. Se non ci riesce lo Zoncolan il primo giorno, di sicuro ci penseranno Giau, Fedaia con un giorno in più di stanchezza nelle gambe. E poi ci sono le crono che però secondo me non saranno decisive come in passato. Anche perché non ci sono dei super specialisti. E gli specialisti come Menchov in salita dovranno lasciare molto.

Contador, Nibali e Scarponi: il vincitore uscirà da questi tre? Qual è il tuo pronostico?

Contador è nettamente il più forte, in questo momento è decisamente l’uomo da battere anche se tutto può succedere. Guardando il percorso Vincenzo Nibali, che l’anno scorso è arrivato terzo e che senza lo spagnolo sarebbe il favorito, potrebbe rendere qualcosa a Michele Scarponi che è più scalatore. Il siciliano però è cresciuto e ci ha abituato a una maturazione graduale, non mi stupirei se finisse davanti a Scarponi. Ma non ci sono loro due a insidiare Contador: penso a Joachim Rodriguez, Igor Anton se ne parla meno ma potrebbe essere un outsider, e poi c’è Denis Menchov che un Giro l’ha già vinto.


Hai già parlato di Igor Anton, quali altre possibili sorprese ci vuoi segnalare?

Il ceco Roman Kreuziger e l’australiano Richie Porte. Kreuziger ha già vinto un Giro della Svizzera e un Giro di Romandia che sono corse impegnative e che lasciano intravedere che può diventate un corridore da grandi gare a tappe. Quest’anno non ha compiti d’appoggio a qualche corridore, è il capitano unico dell’Astana e se esplode al Giro può diventare un contendente. Porte invece ha 26 anni, lo scorso anno è arrivato settimo lo scorso anno, è in grandissima ascesa e se io fossi un team manager sarebbe uno dei primi corridori che andrei a cercare. Ha un fisico alla Berzin: è minuto, piccolino, va forte in salita però va fortissimo anche a cronometro. E’ un corridore completo occhio che potrebbe essere fare faville.

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