Il Milan e Allegri sono davvero in crisi?

Il 2012 non è cominciato come i tifosi del Milan si aspettavano. Sei partite di campionato, solo 3 vittorie con 2 sconfitte – compreso il derby – e un pareggio, quello di ieri col Napoli. Allegri ha rinnovato il contratto ma non vive un momento facile. Spifferi dicono che in società siano molti a non amarlo (tra questi il tifoso numero 1 Silvio Berlusconi) e anche tra i tifosi la maggioranza sembra essere contro il tecnico toscano. Gli si imputa un gioco non molto brillante, la dipendenza da Ibrahimovic e le difficoltà con le grandi.
Io sono un grande estimatore del tecnico toscano però certamente non mi è sfuggito il passo indietro che il Milan ha fatto negli ultimi due mesi dal punto di vista del gioco. Meno movimento collettivo, meno inserimenti dei centrocampisti, un Ibrahimovic più pigro (anche se quasi sempre decisivo) qualche amnesia difensiva e nel complesso meno voglia di battersi e di vincere. C’è tanta colpa di giocatori e staff tecnico ma c’è anche qualche alibi. Nelle ultime partite sono mancati tanti giocatori importanti a centrocampo, tra questi due elementi chiave come Aquilani e Boateng abili a cambiare i ritmi di un gioco che senza di loro si rivela senza particolare fantasia. Curiosamente anche lo scorso anno i rossoneri ebbero un calo nello stesso periodo, più o meno per gli stessi problemi (compresi gli infortuni) che gli costarono l’eliminazione dalla Champions League e la mini-rimonta dell’Inter.

E’ anche vero che il Milan è Ibrahimovic dipendente. Quando lo svedese gioca, tutti gli altri cercano di adattarsi alla sua volontà. Certo un limite ma è anche il modo migliore per esaltare il talento di Ibra che in campo deve sentire la fiducia di tutti e dev’essere libero di fare un po’ quello che vuole sennò non serve, come dimostra la sua avventura al Barcellona. Adesso però Allegri dovrà fare a meno di lui per squalifica (visto che tra le liberà che il numero 11 rossonero si prende a volte c’è anche quella di prendere a schiaffi gli avversari) e vedremo se saprà adeguare la sua squadra. Lo scorso anno ricordo che nelle 7 partite senza la sua stella il Milan fece 18 punti fondamentali per lo scudetto. E’ vero c’erano Pato e Cassano mentre oggi il tecnico rossonero ha due scommesse come El Shaarawy e Maxi Lopez.

Innegabile la difficoltà con le grandi. I rossoneri hanno vinto solo con la Roma e nel complesso hanno fatto 5 punti sui 21 a disposizione quando l’anno scorso l’essere forti con le forti era stata la chiave per lo scudetto. Stessi giocatori più o meno e stesso allenatore. Cos’è cambiato? Probabilmente il tricolore vinto ha tolto un po’ di “fame”, c’è sicuramente un calendario diverso (lo scorso anno il Milan ha trovato le grandi sempre nei periodo di maggior forma, quest’anno no) e le avversarie (Juve su tutte) sono cresciute.

Le critiche ci stanno tutte ma la forza di questo Milan è che al momento nonostante tutto è secondo in classifica a un solo punto dalla capolista Juventus, è in semifinale di Coppa Italia e negli ottavi di Champions League. I giochi sono ancora tutti da fare.

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