Il Mondiale è finito?

C’era una volta il Campionato Mondiale della Moto Gp. Prima dell’avvento dell’accoppiata Marquez-Honda. Due anni fa Lorenzo rappresentava il futuro della categoria, oggi sembra per lui impossibile opporsi a quell’incredibile sfoggio di sicurezza e potenza che ha espresso il Cabroncito nelle prime tre gare stagionali. Sulla carta il Campionato appare già chiuso, con solo poche briciole di emozione rimaste per assistere alla sequenza di record che il giovanissimo centauro spagnolo riuscirà a sbriciolare.

Sulla carta. Perché la speranza di tanti appassionati è che la Yamaha ritrovi una competitività almeno pari a quella della concorrenza permettendo a Lorenzo (e magari anche a Valentino Rossi) di esprimersi con una certa costanza ad alti livelli. Altrimenti non rimarremo solo orfani delle “sverniciate” raccontate da Guido Meda, ma anche di quel minimo di incertezza che rende il week end di gara vibrante e spettacolare.

Certo il Motorsport in generale spesso pone di fronte a stagioni di questo tipo. Un dominio che ammazza nella culla la corsa al titolo iridato, a volte anche agevolato dalla creazione di regolamenti “ibridi” e spericolatamente sperimentali. Gomme, motori, elettronica e per la F1 l’aerodinamica. Questa “confusione” regolamentare però fa parte del gioco e tutti ci fanno i conti. La Honda fino ad ora ha dimostrato di aver interpretato al meglio il nuovo combinato di norme e schiera in questo momento i piloti più in forma. L’anomalia evidente è appunto lo stato di grazia di questo Marquez.

Non c’è più bisogno di scrivere molti numeri per esaltarne le doti, il talento, la maturità. Su circuiti nuovi e su quelli già conosciuti.

Dietro per ora c’è poco, davvero poco, che possa impensierirlo. Lorenzo è in crescita, ma con una Yamaha ancora lontana dalle prestazioni di Honda sia in qualifica che sul passo gara. Pedrosa è sempre Pedrosa cioè con i suoi alti e bassi, ma ormai anche più disposto ad accettare di buon grado il ruolo di “spalla” del rampante compagno di scuderia.

Valentino Rossi è ancora alla ricerca della migliore intesa con la M1 e anche in Argentina, indipendentemente dalla scaramuccia con Bradl, non ha dato la sensazione di poter andare molto oltre il terzo posto.

Da applaudire quindi il sesto posto di Andrea Iannone e i progressi della Ducati, ma anche da questi box Marquez si vede parecchio lontano.

Ora si va in Spagna, a Jerez. L’ultima edizione la vinse Pedrosa davanti a Marquez. Dejavu?

Classifica Finale Gp Argentina

  1. MARQUEZ M.Repsol Honda Team
  2. PEDROSA D.Repsol Honda Team +1.837
  3. LORENZO J.Movistar Yamaha MotoGP +3.201
  4. ROSSI V.Movistar Yamaha MotoGP +4.898
  5. BRADL S.LCR Honda MotoGP +15.029
  6. IANNONE A.Pramac Racing +19.447
  7. SMITH B.Monster Yamaha Tech 3 +24.192
  8. ESPARGARO P.Monster Yamaha Tech 3 +29.118
  9. DOVIZIOSO A.Ducati Team +33.673
  10. AOYAMA H.Drive M7 Aspar +43.27

Classifica Piloti

  1.  Marc MARQUEZ  75 pt
  2.  Dani PEDROSA 56 pt
  3.  Valentino ROSSI 41 pt
  4.  Andrea DOVIZIOSO 34 pt
  5.  Andrea IANNONE 25 pt
  6.  Stefan BRADL 24 pt
  7.  Jorge LORENZO  22 pt
  8.  Aleix ESPARGARO 21 pt
  9.  Bradley SMITH 20 pt
  10. Pol ESPARGARO 18 pt

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