Il senso dello sport

Di Luca Gregorio

Sì lo so, il primo rimando che avrete leggendo il titolo dell’articolo sarà quello di Paolo Bonolis e il suo più prestigioso e profondo “il senso della vita”. Ma io penso che, essendo Natale, potremmo anche soffermarci un po’ di più sul senso e il signficato dello sport. Su come lo viviamo, lo trattiamo, lo maneggiamo e ne discutiamo. Troppo spesso ci dimentichiamo che lo sport dovrebbe essere innanzitutto divertimento e spettacolo leggero. Un intrattenimento per il nostro tempo libero e, perchè no, per le nostre quattro chiacchiere al bar con gli amici. Il punto è che, invece, io vedo attorno allo sport tutt’altro: polemiche, critiche, interessi economici, presidenti e dirigenti cervellotici, cambi repentini di idee, permalosità e senso di supponenza (il classico “so tutto io”) che spesso e volentieri distruggono una delle cose più belle che abbiamo.

Le strade per difendersi, allora, sono sostanzialmente due: o proviamo a metterci dei paraocchi e tentiamo di mantenere un approccio disincantato scegliendo di vedere solo il lato bello della vicenda (che è la via che ho scelto io) oppure non dovremmo più seguire lo sport professionistico. Perché, in tutta franchezza, sappiamo già che…ci sarà sempre il doping nel ciclismo (così come nel nuoto, nell’atletica, nel baseball e in ogni disciplina), ci saranno sempre le scommesse e i “biscotti” nel calcio, ci saranno sempre modi non consoni per indirizzare partite ed eventi, ci saranno sempre stradine illegali per alterare i risultati…
E credo fermamente che chi voglia negare tali evidenze sia davvero un ipocrita.
E’ per questo che io ho scelto di accettare consciamente questa base (pur con le sue macchie) per potermi però godere anche l’altra faccia dello sport. Perchè l’emozione che i campioni ci sanno trasmettere è sempre unica, affascinante e indescrivibile… E così se anche un ciclista ha 60 di ematocrito ma scatta sui pedali sull’Alpe d’Huez, bè, a me vengono i brividi… Così come rimango incantato dalle giocate del Barcellona nel calcio, dalla classe in vasca di Federica Pellegrini, dalle penetrazioni di Kobe Bryant nel basket, dall’eleganza di Federer nel tennis, dalle schiacciate di Omrcen nella pallavolo e via così…

Lo sport è la bellezza del gesto tecnico, è il sapere che ogni giorno migliaia di atleti in tutto il mondo si allenano con regolarità e costanza per raggiungere un traguardo e regalare una scarica adrenalinica anche alle folle che vanno ad applaudirli e spendono dei soldi per ammirarli. Questa è la magia infinita dello sport che piace a me. Quella che dobbiamo riscoprire e ricordare ogni volta che ne sentiamo una che cerca di tagliarci le gambe (come l’ultimo calcioscommesse???).
Perchè noi umili spettatori e narratori dello sport, comunque, facciamo parte del sistema (che senso avrebbe altrimenti una partita di calcio se non ci fossero persone allo stadio e non ci fossero giornali e tv?) e dobbiamo proteggerlo, sostenerlo ma anche cercare di correggerlo.
Solo così lo sport che più ci piace manterrà intatto il suo fascino…
A Natale non bisogna solo essere più buoni, ma anche tornare a riflettere sulle cose essenziali della vita. E, quindi, anche dello sport…

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