Il Tour 2011 secondo Andrea Berton

Sarà una frazione in linea di 191km dal Passage du Gois al Mont des Alouettes ad aprire il Tour de France 2011. 21 tappe con tante salite e tante difficolta per una Grande Boucle che vede in Contador il favorito numero 1 ma che sulla carta è apertissimo grazie alla presenza di una concorrenza di livello altissimo.
Ne è convinto un grande esperto di due ruote come Andrea Berton voce del ciclismo di Eurosport

Sì è vero, ci apprestiamo a vivere un Tour stellare, c’è un cast di partecipanti assolutamente straordinario con tutti i migliori al mondo a cominciare da Alberto Contador che è stato l’ultimo a confermare la sua presenza dopo le grandi fatiche del Giro d’Italia: ha svolto dei test e ha deciso di partire. Dovrà però affrontare tutti i migliori specialisti delle gare a tappe. A cominciare da Andy Schleck, secondo per due volte al Tour e Cadel Evans, che si è preparato come non mai. C’è anche l’olandese Robert Gesink, fortissimo in salita, senza dimenticare il nostro Ivan Basso che pare stia molto bene nonostante i problemi accusati in preparazione. E ce ne sono anche molti altri che possono insidiare Alberto Contador che magari un po’ affaticato dal Giro non sarà al 100%

Contador ha però la grande chance di fare la doppietta Giro-Tour. L’ultimo a fare una simile impresa fu Marco Pantani 13 anni fa

Si contano sulle dita di una mano i corridori che nella storia del ciclismo sono stati in grado di vincere in una stessa stagione Giro e Tour. Il primo fu nel 1949 Fausto Coppi e gli esperti di allora rimasero sbalorditi perché ritenevano impossibile che un atleta riuscisse a vincere un Tour de France poche settimane dopo aver conquistato un Giro d’Italia con tutte le fatiche immense che ne comporta. Contador ha già centrato una doppietta nella sua carriera anche se meno nobile, quella Giro-Vuelta nel 2008: ma fra questi due eventi c’è una distanza molto ampia visto che il Giro si corre a maggio e la Vuelta a settembre. Più di tre mesi in termini di preparazione atletica sono un’era geologica. Il Tour arriva un mese dopo la fine del Giro d’Italia, un Giro molto impegnativo per salite percorse, un Giro però vinto da Contador senza spremersi troppo visti il distacco dato agli avversari: non che non siano forti Scarponi e Nibali ma lui li ha battuti con gran facilità.

Cosa dobbiamo aspettarci dagli italiani?

Abbiamo un Cunego rafforzato dal Giro di Svizzera in cui si è piazzato secondo a un soffio dal vincitore Leipheimer. Damiano però è un grande punto di domanda del nostro ciclismo perché non sai mai cosa ti puoi aspettare da lui: è fortissimo quando è in giornata però è incostante. Questo sembra un Cunego nuovo, un Cunego che dà fiducia. Lui dice di voler puntare anche alla classifica generale ma naturalmente sarebbe già bello se lui riuscisse a conquistare qualche successo di tappa. C’è poi Ivan Basso che è naturalmente l’uomo più forte per quanto riguarda le grandi corse a tappe – ha vinto il Giro del 2010 – ma non dobbiamo dimenticarci di Alessandro Petacchi che lo scorso anno ha riportato in Italia la maglia verde della classifica a punti a distanza di 42 anni dall’ultimo, e unico, italiano a riuscirci e cioè Franco Bitossi

Qual può essere il nome nuovo che può uscire da questo Tour?

Dico Robert Gesink che è un grande scalatore. Alla Vuelta di due anni fa era in lotta per la vittoria finale ma una caduta l’ha tolto di mezzo a poche tappe dalla conclusione. In salita è veramente forte, si è preparato molto bene e potrebbe essere davvero l’uomo nuovo del Tour de France 2011.

Quali saranno secondo te i passaggi chiave della corsa?

Intanto voglio ricordare che è il centenario dell’inserimento nel percorso del Galibier che sarà scalato per due volte. La prima volta addirittura in un inedito arrivo in salita. Il giorno successivo nella 19esima tappa, la frazione regina di questo Tour 2011, i corridori scaleranno il Galibier dalla face nord, quella più difficile, in una frazione che prevede l’Izoard e poi l’arrivo in vetta all’Alpe d’Huez. Nella 20esima tappa ci sarà poi la cronometro di 42 km a Grenoble. Infine tante tappa insidiose sul Massiccio Centrale, sui Pirenei. Ma anche tappe di media montagna in cui si possono perdere tanti secondi. Frazioni del genere, con molte trappole, per esempio possono mettere in difficoltà corridori come Ivan Basso che invece nelle salite dure, nei testa-a-testa sono fortissimi. 

Chiudiamo con la prima tappa. Per una volta sarà una vera frazione in linea. Come la vedi?

Gli organizzatori del Tour de France hanno voluto innovare visto che la formula che avevano proposto negli ultimi anni era state considerata obsoleta e aveva ricevuto molte critiche. Lo stesso schema ripetuto sempre: cronoprologo in avvio, poi molte tappa per velocisti anche un po’ noiose. Questa volta no: si parte con una frazione in linea con un finale nervoso, mosso, con gli ultimi chilometri in leggera salita. Un arrivo che sempra disegnato apposta per Philippe Gilbert che non ha caso ha deciso di partecipare al Tour e che sembra uno dei papabili per la conquista della prima maglia gialla.

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