Le Mans, il mito nel nome.

di | 12 Giugno 2019

By Marco Vitali

Dopo i test della settimana scorsa, a Le Mans è tutto pronto per l’ottantasettesima edizione della maratona che va in scena sul tracciato de la Sarthe. Prima che i motori facciamo sentire la loro voce, viviamo l’atmosfera che regna nella città francese. E’ un appuntamento fisso nel calendario del motorsport internazionale.

L’impianto è un circuito semipermanente, con una parte utilizzata come tracciato sul quale si disputano gare internazionali di altissimo livello come la MotoGP, mentre la parte tradizionale e tecnicamente più veloce è costituita da alcuni rettilinei raccordati da delle chicane. Su questi rettilinei negli anni ottanta le vetture più prestazionali hanno infranto il muro dei 400 chilometri all’ora. Una peculiarità di questo tratto è data da tante eleganti villette posizionate a pochi metri dal nastro d’asfalto. Alle ipertecnologiche vetture gran turismo o ai prototipi di oggi, si contrappongono i colori di questo angolo di Francia che una settimana all’anno si ferma per disputare la gara più famosa al mondo. Arrivando a Le Mans è quasi obbligatorio farsi un giro della parte stradale del circuito de la Sarthe, giusto per rendersi conto di quali siano le condizioni nelle quali i piloti gareggiano durante la ventiquattro ore. Il lungo rettifilo delle Hunaudieres, che fa parte della parte non permanente della pista, è il luogo dove appunto nel 1988 la WM-P88 toccò i 405 Km/h. Oggi è spezzato da due chicane realizzate appositamente per rallentare la velocità delle vetture. Ma questa sezione di tracciato ha radici ben più antiche: con ogni probabilità nel passato era la strada che collegava Le Mans a Tours, e che venne utilizzato nei primi anni del ‘900 da Wilbur Wright che in zona aveva la propria fabbrica di aerei.

Continuando il nostro giro di pista sulla parte di tracciato normalmente aperto al traffico si giunge a Moulsanne e poi alla curva Indianapolis seguita dall’impegnativa piega di Arnage. Questa è una zona caratterizzata da alberi ad alto fusto che cingono la pista sui due lati di un’altra sezione estremamente veloce. Poco prima delle curve Porsche la pista è chiusa alla circolazione perché ci si addentra nella parte permanente dell’impianto. Cosi decidiamo di tornare a Le Mans per osservare le vetrine dei negozi, mentre la centralissima Place de la Republique viene opportunamente addobbata per ospitare le verifiche tecniche con il rituale bagno di folla per team e piloti e la foto ricordo dell’evento. Il centro città per l’occasione si trasforma, nei negozi di qualsiasi tipo fanno la loro comparsa oggetti di automobilia che richiamano alla gara endurance. Così alle borse, si alternano i modelli di auto protagoniste della storia di Le Mans, mentre sulla pavimentazione delle vie attigue alla “Pesage” fanno la loro comparsa i calchi delle impronte dei piloti che hanno fatto la storia della classica francese. E poi un numero imprecisato di tende che ospitano banchetti colmi di modellini, libri, fotografie, dei poster che celebrano la storia della gara, mentre la gente assiste alla “Pesage” con grande passione e grande rispetto per i piloti, i quali si sottopongono con piacere al rito dell’autografo o del selfie a partire dai gentlemen, sino a giungere a Fernando Alonso, attesissima star dell’edizione 2019, dopo il successo targato 2018 con la Toyota.

I primi due giorni della trasferta di Le Mans 2019 vanno in archivio, seguiremo poi le prove e nel fine settimana l’attesissima gara.