By | 26 Marzo 2020

Il Mundial

Per noi “boomer”, quando si parla di Mundial, esiste solo una precisa associazione: il Mundial del 1982. Quello di Pablito Rossi, dell’urlo di Tardelli, delle pipe di Bearzot, dell’esultanza del Presidente Pertini sulle tribune del Santiago Bernabeu. Insomma, quel Mondiale.

Perchè nel 2006 abbiamo vinto, ma il successo non ha segnato una o più generazioni come avvenne appunto in quell’ormai lontano 1982.

Su quella cavalcata indimenticabile esiste una nutrita bibliografia, ma qui vi vogliamo segnalare un libro davvero particolare: “La partita, il romanzo di Italia-Brasile” di Piero Trellini, giornalista che ha scritto e scrive per “La Stampa”, “il Messaggero”, “il Manifesto” e molto altro.

Trellini, classe ’70, concentra la sua narrazione intorno ad una specifica sfida, la partita appunto, quella che con pochi dubbi ha rappresentato lo snodo fondamentale di quell’incredibile Mondiale di Spagna ’82: Italia-Brasile. C’è la cronaca calcistica ovviamente, la tattica, che vede di fronte il “vecio” Bearzot e il leggendario Telè Santana, il profeta del “jogo bonito“. “La partita” però è un romanzo vero ricco di protagonisti e di storie che partono da molto lontano, che uniscono, come le linee di un itinerario, diverse località del globo e che portano tutte verso un unico e magico luogo: Barcellona, Stadio Sarrià, 5 luglio 1982.

Ci sono storie di calcio, di vita, di politica, di affari, di corruzione. Insomma storie di persone che sono confluite in quello stadio quasi come attratte da una calamita invisibile che è la Storia. Vicende che durante quegli incredibili 90 minuti di Italia-Brasile sciolgono i loro nodi come se fosse tutto già scritto, come se il destino avesse già deciso che il Davide “azzurro” avrebbe comunque sconfitto il Golia “verdeoro”.

Un romanzo appunto, ricco di colpi di scena, di misteriose entità, di retroscena e sotterfugi, tutti ingredienti che rendono quella partita un evento da riguardare con altri occhi. Questa è infatti la reazione che scatena facilmente la lettura di questo libro: correre a riguardarsi quei 90 minuti di calcio avendo in mente la storia di ognuno dei protagonisti, osservando la tribuna autorità conoscendo i segreti che conservano quei politici e dirigenti, ormai vecchi o spesso deceduti, che all’epoca rappresentavano il “gotha” del potere mondiale.

“La partita” non è un racconto di nostalgia, ma un vero e proprio affresco di un’epoca, di come siamo arrivati ad essere quei tifosi che si riversavano in strada in quella incredibile estate, di come quel giorno sia diventato uno degli snodi fondametali per la Storia del nostro paese, ma anche di gran parte del resto del mondo.

Non vi resta quindi che immergervi in questo dipinto profondo e lasciarvi trasportare dalla memorabile telecronaca di Nando Martellini.