By | 27 Marzo 2020

Quando si diventa Campioni del Mondo in una qualche specialità sportiva gli appassionati di quella disciplina si dividono quasi sempre in due categorie: chi pensa che il nuovo idolo sia il “best ever”, chi invece storce il naso e inizia a mettere in campo una serie infinita di distinguo che confluiscono nello stereotipo/clichè “ha vinto per assenza di rivali/avversari, ha vinto perché la Federazione (una qualsiasi) lo protegge, ha vinto perché è fortunato”.

Insomma è difficile di questi tempi, dove il doping mediatico supera spesso anche quello chimico, che un Campione abbia tutti gli onori che merita per aver conquistato il successo.

Il caso di Lewis Carl Davidson Hamilton non si discosta molto da quanto descritto sopra.

Il pilota di Stevenage, classe ’85, ha infatti una storia da vero “predestinato” e se volete scoprirla interamente vi invitiamo alla lettura del bellissimo libro scritto da Mara SangiorgioLewis Hamilton, figlio del vento

Lewis Hamilton, figlio del vento

Mara, giornalista che dal 2008 è la “pit reporter” ufficiale di SkySport F1, da questa posizione privilegiata racconta storia e successi del driver inglese partendo dal fiuto di Ron Dennis, che lo ha “cresciuto” fino a portarlo all’esordio in F1 al volante della McLaren, nella stagione 2007, per poi descrivere il processo di “adozione” intessuto dalla coppia Toto WolffNiki Lauda per farlo sedere sul sedile di una Mercedes.

Un racconto appassionante che parte quasi dalla fine e soprattutto da una delle caratteristiche di Lewis che maggiormente dividono gli appassionati della Formula 1: la sua appariscenza, il suo essere un personaggio forse un po’ sopra le righe per quanto riguarda il look e la gestione dei suoi “social”.

Un racconto che dalla pit-lane vi mostra i retroscena più significativi dei 6 titoli conquistati da Hamilton in 13 anni di militanza tra i top-driver.

Un palmares che inevitabilmente porta al confronto con le leggende di questo sport: Senna, Prost, Mansell, lo stesso Lauda, ma soprattutto Michael Schumacher. I record collezionati da Hamilton sono quelli di chi è destinato proprio a lasciare un segno indelebile nelle storia della Formula 1, perché come scrive Roberto Chinchero nella prefazione al libro: “Lewis è indiscutibilmente uno dei piloti di maggior talento mai arrivati in F1, un ragazzo che anno dopo anno sta scrivendo capitoli di una storia che si candida ad essere “the best ever“.