Inter-Trabzonspor: le pagelle dei nerazzurri

Esordio peggiore non poteva esserci per l’Inter in questa edizione della Champions League. Nerazzurri battuti 1-0 a San Siro dai modesti turchi del Trabzonspor, eliminati al terzo turno dal Benfica e ripescati solo per l’esclusione del Fenerbache in seguito allo scandalo scommesse. Decisivo il gol del ceco Celutska, visto anche a Palermo nella stagione 2009/2010. Per lui una sola presenza il 27 marzo 2010 in Palermo-Bologna 3-1. Prima del gol turco, L’Inter aveva condotto le danze, risultando però pericolosa solo in un paio di circostanze con Diego Milito. Nel finale gol sfiorato anche da Coutinho.

Le pagelle dei nerazzurri

Julio Cesar 5 Ormai gli riesce di parare solo l’ordinario. Per i miracoli non pare più attrezzato. Qualche tempo fa sarebbe scattato come un gatto sul diagonale di Celutska. Pare stia ripercorrendo la strada del connazionale Dida al Milan: due anni da fenomeno e poi il lento declino.

Jonathan 4 Il clone mal riuscito di Maicon. Lo ricorda vagamento solo per l’aspetto fisico. Per il resto non difende, non attacca e non combina mai nulla di decisivo.

Lucio 4 Totalmente fuori forma. Più falli che palloni toccati fino al gol turco in cui va a contrastare (si fa per dire) Celutska molle come nemmeno nella partitella di rifinitura del sabato mattina.

Ranocchia 6,5 L’unico che ieri sera al termine della partita poteva camminare a testa alta. Non che gli attaccanti truchi richiedessero chissà quali attenzioni, ma l’ex genoano ha comunque mostrato la determinazione e la cattiveria giusta. Peccato non abbia contagiato i compagni.

Nagatomo 4,5 Vedi Jonathan. Schierato basso nella difesa a 4, fa la stessa figura magra di Palermo. Non era dunque un problema di modulo, ma di uomini. Il giapponese è sempre a metà del guado, non difende granché bene e in avanti non arriva mai sul fondo. Mezzo voto in più per l’impegno.

Cambiasso 4 Prima in campo si vedeva e si sentiva. Adesso si sente soltanto, perché spreca più energie a parlare e protestare che a rincorrere gli avversari e a impostare il gioco. Travolto dal dinamismo del centrocampo turco.

Zanetti 4,5 Anche lui è fuori forma: il segnale chiaro sono due palloni sanguinosi persi nella propria metà campo. Palloni che uno Zanetti in condizioni normali non si sarebbe mai fatto portare via. Un quasi assist per Milito.

Obi 5 Un deciso passo indietro rispetto alle precedenti uscite. Non trova la posizione nel centrocampo a tre e così fatica a proporsi. Ci mette comunque sempre la sua dose di buona volontà.

Sneijder 6 L’unico che prova a combinare qualcosa di buono. Scarsi risultati, punizioni comprese, ma almeno la buona volontà c’è. Va però troppo a sprazzi, e rischia sempre di intristirsi e isolarsi dal gioco quando le cose non vanno bene.

Pazzini 5 Non la vede praticamente mai, ma la colpa non è solo sua. I rifornimenti sono davvero scarsi e imprecisi. Certo che potrebbe almeno stare un po’ più attento al fuorigioco. Pesa poi il liscio clamoroso davanti a Tolga

Zarate 4 Provarci, ci prova. Il problema è che non gli riesce veramente nulla. Sarà l’emozione della prima a San Siro, sarà che è appena arrivato alla corte di Gasperini. Fatto sta che non ne imbrocca una. Perde mille contrasti, sbagli altrettanti dribbling. E quando riesce a liberarsi al tiro, centra sempre il portiere turco.

Milito 4 Ci mette impegno e grinta, ma l’occasione che si divora per il possibile 1-0 grida ancora vendetta.

Alvarez 4 Trotterella per il campo alla ricerca della giocata decisiva che però non arriva mai. Anzi, perde molti palloni pericolosi e non ne recupera praticamente mai. Ancora molto acerbo.

Coutinho 4,5 Entra dopo lo svantaggio e sembra voler spaccare il mondo. Finisce, però, con l’intestardirsi in dribbling inutili, costantemente fermati sul più bello.

Gasperini 4 Non sarà tutta colpa sua, ok, ma l’allenatore è lui ed è quindi lui che sceglie gli uomini da mandare in campo e come mandarli in campo. Torna alla difesa a 4, ma il risultato non cambia. Squadra lenta, lunga e senza idee. Con i cambi fa ancora più confusione. Alla fine in campo c’è un’accozzaglia di giocatori che si muovono a caso per il campo. Urgono rimedi.

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Add Comment