Juventus: le pagelle dello scudetto di Luca Gregorio

Di Luca Gregorio @gregcapitano10
Buffon 9: capitano in campo per quasi tutta la stagione, complici le ripetute panchine di Del Piero, ha ritrovato lo smalto e i guizzi dei tempi d’oro. La Juve chiude con la miglior difesa del campionato (evento che si verifica quasi sempre per lse squadre che si cuciono lo scudetto sul petto) e il merito è, ovviamente, anche suo. Pilastro della recente storia bianconera, battezza questo tricolore come il secondo successo più bello di sempre dopo il Mondiale. Lui era in B, ha sofferto e questo è il premio con gli interessi. RIPAGATO

Barzagli 9,5: probabilmente, dietro Pirlo, il giocatore con la media-voto più alta in stagione. Non ha sbagliato mezza partita, è costato due noccioline e oggi è uno dei migliori centrali difensivi forse d’Europa. Ha ritrovato freschezza fisica e convinzione nei propri mezzi. C’è anche molto del suo in questo scudetto bianconero. MURAGLIA

Bonucci 7,5: inizio complicato, finale da leone. La svolta psicologica è gran parte merito di Conte, ma la difesa a tre sembra rigenerarlo, così come il patto di pace con la tifoseria. Due gol e mezzo (Fiorentina, Palermo e mezzo col Napoli) impreziosicono l’annata di un difensore che sembrava perduto e ha invece dimostrato tenacia e sangue freddo. RIGENERATO
Chiellini 9: ne ha viste e subite parecchie anche lui in questi anni. Da giovane in rampa di lancio a leader di campo e di spogliatoio. Il vero guerriero della difesa, trasformato da grande giocatore in campione, appellativo che si può utilizzare solo quando si comincia a vincere qualcosa. E’ l’emblema del carattere e dello spirito della nuova Juve. ROCCIA
Lichsteiner 8: a proposito di continuità, un altro degli elementi più affidabili in assoluto. Stantuffo inesauribile, autore del primo gol (storico) nello Juventus Stadium, si rivela padrone indiscusso della fascia destra, con solo una piccola flessione nel rush finale. Giocatore magari poco appariscente, ma solido, efficace e pulito. MOTO PERPETUO
De Ceglie 7,5: sempre più presente e sempre più titolare col passare delle giornate e con l’utilizzo del 3-5-2. Una garanzia di professionalità e applicazione, sommate all’indiscussa crescita sotto il paino tattico e della convinzione. La società, non a caso, lo ha confermato fino al 2017. Gli servirà un ricambio per la Champions, ma i progressi fatti fanno ben sperare. PAZIENTE
Vidal 9: devastante a livello fisico e come impatto di energia e carattere fino a Natale e nell’ultimo mese e mezzo. Dopo Pirlo l’acquisto più redditizio in termini di rendimento, con anche 7 gol e quello stile di giocare in mezzo al campo che alla Juve mancava dai tempi di Davids. Il Real ha già messo gli occhi sul cileno, pronto però a diventare uno dei pilastri del nuovo ciclo bianconero. POLMONE
Pirlo 10: i polmoni di Vidal, la maturazione di Marchisio e la regia di Andrea Pirlo. Che Allegri pensava fosse quasi finito, e invece ha giocato più di tutti e in modo quasi sempre scintillante. Conte gli ha costruito ai fianchi un centrocampo perfetto, ma lui ci ha messo esperienza, qualità, calma, eleganza, 3 gol e 12 assist decisivi. Ha vinto tutto e ovunque, ma la Juve aveva bisogno di un playmaker di questa caratura tecnica (probabilmente anche più decisivo di Zidane) per ritornare a gioire. E’ stato sempre lui il top-player della stagione, è lui che giustamente merita la palma di Mvp di questa cavalcata. IMMENSO
Marchisio 9: dovrebbe e meriterebbe di diventare il capitan futuro di questa Juve. Torinese doc, cresciuto nella cantera bianconera, esempio dentro e fuori dal campo, lo rendono il naturale erede di Del Piero e Buffon per mettersi la fascia al braccio. Anche per lui vale il discorso di Chiellini: ha vinto, oggi può essere considerato un campione. Nove gol (che diventano dieci considerando la Coppa Italia) e un rendimento mostruoso fino alla pausa invernale. Poi il naturale calo fisiologico, prima di tornare ad essere tambureggiante per presenza e personalità nell’allungo finale. Si è completato in tutto. ANIMA
Pepe 8: nei primi mesi dell’anno ha semplicemente volato, segnando, dando assist e mostrando una condizione fisica spaventosa. Poi calo fisico e qualche acciacco ne hanno limitato il rendimento, ma è un altro di quelli che non hanno mai tirato indietro la gamba e hanno portato sentimento e allegria all’interno dello spogliatoio. Dettaglio non irrilevante, dato che gli scudetti più insperati si vincono anche, o forse solo, se si ha alle spalle un gruppo unito e compatto. BATTERIA
Vucinic 8,5: mezzo voto in meno perchè quando riuscirà a dare continuità al suo strepitoso talento diventerà immarcabile e anche molto più concreto in zona-gol. Avvio difficile condito da troppi alti e bassi, poi l’esplosione in prossimità della primavera. Reti pesanti in coppa Italia e nella volata scudetto e la sensazione di possedere quel “quid” in più che hanno solo i predestinati. Punto fisso di Conte, alcuni suoi colpi rimangono perle incastonate in questa stagione da incorniciare. PITTORE
Matri 8: miglior realizzatore della squadra con dieci gol in campionato, l’ultimo datato fine febbraio ma nello scontro diretto del Meazza col Milan. A volte criticato ingiustamente, spesso confinato in panchina nella ultime 9 gare (solo 3 da titolare) ma comunque decisivo specie nella prima parte dell’anno e comunque autore di un importante lavoro sporco nell’attacco bianconero. Primo traguardo significativo in carriera, poi Europei (forse) e Champions League. Per capirne il valore a livello internazionale. LINEARE

Conte 10: con Pirlo, o forse anche più di Pirlo, ago della bilancia di questo capolavoro. Possiede in sè il dna juventino e l’ha saputo trasferire ai nuovi e ritrasferire ai vecchi. Si è saputo adattare a uomini e moduli, fino a trovare la quadratura del cerchio dol 3-5-2. La sua Juve è imbattuta e ha firmato un record difficilmente ripetibile per anni. Non basterebbero gli aggettivi per descrivere quanto sia stato decisivo il suo lavoro tattico e mentale su tutto il gruppo. Semplicemente… CONDOTTIERO
Del Piero 10: voto esageratamente alto se rapportato a minuti e presenze. Voto forse fin troppo basso per come è stato messo alla finestra a ottobre dal presidente Agnelli ma soprattutto per lo stile con cui ha reagito e si è comportato per tutti i mesi a seguire. E’ stato ripagato dal gol alla Del Piero firmato alla Roma in Coppa Italia (oltre a quello al Milan) e da due reti dal peso specifico non indifferente contro Inter e Lazio in campionato. La storia di un campione già divenuto leggenda. Che non poteva che lasciare con uno scudetto cucito sul petto. CAPITANO

Altri: Quagliarella 7,5 Borriello 7 Caceres 7,5 Giaccherini 7,5 Estigarribia 7

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