La Ferrari torna alla vittoria: Vettel trionfa in Malesia

Una vittoria che mancava da 38 gare, quasi due anni. Sebastian Vettel riporta la Ferrari sul gradino più alto del podio nel GP di Malesia, secondo appuntamento del Mondiale 2015. L’ultimo successo del Cavallino Rampante era datato 12 maggio 2013, Gp di Spagna a Barcellona: al volante c’era Fernando Alonso. Sembra siano passati 100 anni di sofferenze e umiliazioni per i tifosi della Rossa che oggi possono finalmente ricominciare a sognare. Anche prima di quello che si poteva immaginare. Abbiamo passato le ultime settimane, soprattutto quelle seguite alla gara d’esordio della stagione, ad analizzare quanto grande fosse il gap tra la Mercedes e il resto del gruppo senza renderci conto che la Ferrari aveva iniziato davvero a chiudere la forbice. La gara di Kuala Lumpur ha certificato che a Maranello il vento è cambiato e ora spira una piacevole brezza di vittoria.


Il gruppo costruito da Maurizio Arrivabene può sembrare acerbo, ma è pieno di talento e Sebastian Vettel sta interpretando alla perfezione il ruolo di “alfiere della riscossa”.

Non solo Vettel. Anche Kimi Raikkonen è stato rimesso a lucido per questa stagione 2015. Nonostante qualche distrazione (soprattutto in qualifica) il finlandese ha compiuto la sua “piccola” impresa risalendo dall’11esimo posto in griglia fino al 4° sancito dalla bandiera a scacchi. La Mercedes e Lewis Hamilton restano di stucco. Al termine delle prime sessioni delle prove libere è stato soprattutto Nico Rosberg ad evidenziare che la Ferrari era vicina, maledettamente vicina. Aveva ragione. Rosberg in gara è stato letteralmente “sverniciato”, ma anche Hamilton ha visto parecchi sorci verdi (o rossi). L’inglese già intorno a metà gara si è reso conto che la situazione gli stava sfuggendo di mano e ha provato a chiedere ai box di inventare qualche soluzione. Niente da fare. In Malesia la Ferrari è stata più forte. Hamilton si può consolare con il fatto che in questa stagione Rosberg non sarà un vero concorrente nella corsa al titolo iridato. Il tedesco di casa Mercedes infatti è apparso piuttosto arrendevole e non ha mai lottato per strappare qualcosa di più del terzo posto.

Riflettori puntati quindi su Sebastian Vettel autore di una gara praticamente perfetta, orchestrata magistralmente da un muretto finalmente lucido e inappuntabile.

Il tedesco si porta a casa la vittoria numero 40 in carriera, quarto assoluto nella storia della Formula 1, una in meno della leggenda Ayrton Senna (visto che oggi i paragoni con Michael Schumacher vanno per la maggiore ricordiamo che è proprio lui a guidare questa classifica con 91 successi). Per la Ferrari si tratta della 222esima vittoria ottenuta nel Circus.

La SF15-T è una vettura ben progettata in grado finalmente di gestire al meglio gli pneumatici Pirelli. La PU del Cavallino ha nuovamente dimostrato di essere potente ed equilibrata oltre che incredibilmente affidabile, caratteristiche già assaporate a Melbourne.

Ci sono tutti gli ingredienti per una stagione che potrebbe regalare soddisfazioni anche prima di quel che il “pompiere” Arrivabene ha sempre indicato come obiettivo.

La gara di Kuala Lumpur ha comunque regalato parecchie emozioni. Dietro a Mercedes e Ferrari si è lottato per la zona punti con la quinta e sesta posizione ottenuta dalle Williams di Valtteri Bottas e Felipe Massa, mentre si è confermata competitiva la Toro Rosso che chiude al settimo e ottavo posto con il diciassettenne Max Verstappen (il più giovane di sempre ad andare a punti) davanti al compagno di scuderia Carlos Sainz Jr. Nona e decima la Red Bull con Kvyat e Ricciardo, mentre è stata ancora una gara di passione per la McLaren con entrambe le vetture costrette al ritiro. Il ritorno in pista di Fernando Alonso è stato decisamente amaro anche se l’asturiano si è detto soddisfatto per I dati raccolti nei 21 giri percorsi. Contento lui…

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