La Milano del calcio sempre più a fondo

La 25esima giornata di serie A ha certificato che la Milano del calcio è sempre più allo sbando. Il bilancio che si può tracciare quando il campionato ha effettuato abbondantemente il giro di boa è quasi drammatico. Nono posto in classifica per l’Inter a 35 punti, decimo per il Milan a 34. Il distacco dalla Juventus capolista e dal terzo posto è ormai abissale e anche il quinto posto, l’ultimo che dà la certezza di giocare almeno la prossima Europa League (ora appannaggio della Fiorentina a 42 punti), è molto lontano

L’Inter sta oggettivamente un po’ meglio nonostante l’ultimo ko casalingo con la Fiorentina. Nel 2015, anche grazie a qualche acquisto importante, qualche risultato è arrivato. Addirittura prima di domenica la Beneamata era reduce da tre vittorie di fila e dalla qualificazione agli ottavi di Europa League. Il gioco comincia a vedersi anche se ogni tot partite c’è una caduta improvvisa, come quella con i viola. E’ una squadra, quella di Mancini, sicuramente discontinua, come lo era quella di Mazzarri e in questo il miglioramento non si è visto troppo.
L’orizzonte però non è così cupo: i Brozovic, gli Shaqiri, i Santon sono giocatori che possono rappresentare basi serie sui cui innestare una grande squadra e in più l’allenatore, Mancini, dà ampie garanzie per il futuro: il tecnico di Jesi ha dimostrato poi che con ottimi giocatori riesce a vincere e a far giocare piuttosto bene la sua squadra. Resta il dubbio della reale forza economica di Thohir: in estate riuscirà a replicare un mercato costoso come quello di gennaio? La sensazione che qualche cessione dolorosa (Icardi? Handanovic?) dovrà essere fatta.

Il futuro dei cugini del Milan è ancora più incerto nonostante i punti in classifica siano più o meno quelli dei cugini. Il 2015 ha cancellato tutte le poche certezze che la prima parte di stagione di Inzaghi sembrava aver dato. Non c’è gioco e qualsiasi obbiettivo, anche la qualificazione alla prossima Europa League, sta svanendo nel nulla. Eppure una svolta in panchina con l’esonero di Superpippo avrebbe poco senso. Servirebbe poco al presente (la salvezza è ormai vicina e l’Europa troppo lontana) e potrebbe addirittura essere dannosa per il futuro (bruciare un nuovo allenatore converrebbe?).
E non sembra esserci, a differenza dell’Inter, neanche una base su cui costruire un progetto ambizioso. Potrebbero farne parte Bonaventura, Diego Lopez forse Destro e pochi altri. Antonelli è un buon gregario, De Sciglio ed El Shaarawy fanno fatica a fare un salto di qualità così come Poli. Servirebbe una vera e propria rivoluzione, in panchina e in campo, ma sarebbe, per forza di cose, costosa. E Berlusconi vuole continuare a investire o pensa di cedere, in parte o totalmente, la mano? Troppe domande, troppa confusione… Povero diavolo

 

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