Le pagelle del 18esimo scudetto del Milan

Un’attesa durata 7 anni ma alla fine il Milan ha conquistato il suo 18esimo scudetto, il primo del dopo calciopoli a non essere marchiato di nerazzurro. Un tricolore, arrivato con due giornate d’anticipo ma sofferto più di quello che dice la classifica.
L’Inter e la sorpresa Napoli hanno ceduto di schianto solo negli ultimi turni: fino alla 34esima giornata erano lì col fiato sul collo dei nuovi campioni d’Italia.
Uno scudetto che mi ha sorpreso. A inizio stagione vedevo l’Inter ancora come le squadra da battere e fino al derby del 2 aprile ero convinto che, calendario alla mano, l’ennesimo tricolore nerazzurro fosse l’evento più probabile. Invece quella stracittadina ha chiarito quali fossero i veri valori in campo (almeno in questa stagione) dando via libera al trionfo dei ragazzi di Allegri.
Proprio dal tecnico di Livorno, al primo grande successo in carriera, partono le mie pagelle:

Allegri 9,5: do il voto più alto all’allenatore rossonero perché a mio avviso è stato il vero artefice di questo scudetto. Erano almeno cinque anni che non vedevo un Milan così compatto e bene organizzato. Non ha guardato in faccia a nessuno o quasi (Ibrahimovic forse lo ha spremuto troppo). Qualche scelta l’ha sbagliata di sicuro ma la sua squadra aveva un’identità ben precisa e quella è sicuramente stata la chiave vincente di questo trionfo.

Thiago Silva 9,5: secondo me è il miglior giocatore del Milan e uno dei primi tre difensori al mondo. Ha fatto un’annata mostruosa quasi perfetta. Che fosse forte lo si era capito da subito, ora ha fatto un ulteriore salto di qualità anche a livello di personalità. In qualche partita, in piena “moria” di centrocampisti, si è disimpegnato anche davanti alla difesa, in un ruolo inedito per lui ma svolto con grande diligenza. Strepitoso.

Ibrahimovic 9: il suo acquisto è stato determinante per questo tricolore. Al di là delle sue prestazioni in campo (ottime nella prima parte di campionato), l’arrivo a Milanello di uno straordinario campione come lui ha fatto capire all’ambiente che era ora dopo un po’ di anni di anonimato di ritornare a lottare per le posizioni di vertice. In Europa si è confermato ancora a disagio e in generale ha avuto un netto calo nella seconda parte dell’annata. E’ arrivato al suo ottavo scudetto consecutivo, il nono in dieci anni, e questo qualcosa vorrà dire.

Boateng 8,5: la sorpresa mi grande di questo Milan. Ha portato energia e corsa, doti che mancavano da tempo alla squadra rossonera. Determinante soprattutto da quando Allegri gli ha pennellato addosso la posizione di trequartista-guastatore (alla Perrotta per intenderci). Secondo me è in crescita e potrebbe essere uno dei pilastri anche del Milan del futuro.

Pato 8,5: in campionato ha segnato 14 gol in 23 partite ma questo dato non racconta affatto la stagione del Papero. Un inizio di campionato difficile pieno di incomprensioni, soprattutto con Ibrahimovic, e di panchine. Deve convivere con tanti piccolo problemi muscolari, che speriamo per lui lo lasceranni in pace in futuro. Esplode poi fragorosamente nel momento più importante della volata scudetto demolendo negli scontri diretti con i suoi gol Napoli e Inter.

Van Bommel 8,5: arriva solo a gennaio dal Bayern Monaco ma fa in tempo a diventare un pilastro del centrocampo milanista. Allegri lo mette davanti alla difesa e con lui in quella posizione blinda ancora di più la squadra. Ha 33 anni ed è in scadenza di contratto ma dubito che la sua storia al Milan sia finita qui.

Seedorf 8,5: fino a marzo il suo campionato è assolutamente da 4. Fischiatissimo dai tifosi per la sua indolenza si riscatta con un finale di stagione incredibile. Straordinario nelle ultime cinque partite: improvvisamente sembra ringiovanito di 10 anni. 

Robinho 8: per molti (e anche per me onestamente) il suo acquisto era il pacco regalo a Raiola per ringraziarlo dell’affare Ibrahimovic, invece si è dimostrato anche lui una delle chiavi di questo scudetto. Sempre in movimento, ha creato spazi e occasioni al Milan. Si è sacrificato da trequartista quando mancava Boateng ma è da seconda punta che ha reso al massimo. Ha sbagliato gol molto facili ma alla fine ne ha messi a segno 12 ed è questo forse il dato più sorprendente.

Nesta 8: ha completato al meglio la coppia di difensori centrali più forte d’Italia. A 35 anni non ha più lo strapotere tecnico-fisico dei tempi belli ma è ancora un pilastro.

Abate 8: un altra delle sorprese di questa stagione. La svolta in Champions League quando cancella dal campo Cristiano Ronaldo nella sfida col Real Madrid che arriva dopo un inizio di campionato in panchina e le tante critiche per l’espulsione nel derby d’andata. Cresce di partita in partita acquisendo solidità difensiva e migliorando ancora di più la sua fase offensiva. Da qualche mese secondo me è diventato il miglior terzino destro italiano e, anche se Prandelli non l’ha ancora convocato, è facile prevedere un suo futuro in azzurro.

Abbiati 8: anche lui non inizia al meglio. Nessun errore da circoletto rosso, ma tante piccole indecisioni fanno indispettire i tifosi. Nelle ultime partite però sale davvero in cattedra. Firma il derby con lo straordinario intervento su Thiago Motta. Fenomenale su Diamanti nella vittoria di Brescia. Blinda infine la porta con un miracolo su Vucinic nella partita con la Roma che regala il tricolore al Milan.

Gattuso 7,5: dopo due stagioni ricche più di bassi che di alti, il numero 8 rossonero è tornato a ottimi livelli. Il fisico non è più quello di un tempo ma carisma e voglia sono tornati quelli di prima. Non brillantissimo in questo finale di campionato anche per alcuni problemini fisici.

Yepes 7,5: arrivato tra le critiche per la sua non più giovanissima età (35 anni compiuti a gennaio) il colombiano piano piano convince tutti. Entra in campo quando Allegri deve rinunciare ai due marziani Thiago Silva e Nesta e non li fa mai rimpiangere. Gioca poche partite, solo 11, ma tutte molto bene.

Zambrotta 7,5: sta fuori per tanti mesi causa infortuni ma rientra al momento giusto. Completa con Abate, Thiago Silva e Nesta una difesa che chiude il campionato ad altissimi livelli.

Cassano 7: arriva a gennaio come Van Bommel anche se non è così determinante. L’inizio è importante nonostante una condizione fisica precaria (e sono buono). Sforna assist decisivi con Cagliari e Udinese. Fa molta panchina però segna 4 gol e in generale non sfigura. Certo il Cassano della Sampdoria era tutta un’altra cosa.

Ambrosini 7: inizia la stagione piuttosto bene pur senza toccare picchi di rendimento altissimi. Nel 2011 praticamente non si vede per colpa di un infortunio. Rientra contro il Brescia e fa in tempo a godersi il suo primo scudetto da capitano.

Flamini 7: Allegri gli chiede di fare meno fallacci e di inserirsi di più in attacco. Finalmente gioca una stagione positiva al Milan con la ciliegina sulla torta del gol che decide la sfida contro il Bologna, quella che di fatto ha consegnato lo scudetto nelle mani dei rossoneri.

Inzaghi 6,5: otto partite e quattro gol fra campionato e Champions League e poi un grave infortunio. Il suo lo stava facendo.

Pirlo 6,5: gioca una prima parte di stagione buona impreziosita dallo strepitoso gol-vittoria di Parma. Si fa male a dicembre e praticamente non torna più in campo. In scadenza di contratto, probabilmente poi il suo futuro sarà lontano da Milanello.

Merkel 6,5: classe 1992 si ritaglia un piccolo ma importante spazio nei mesi di gennaio e febbraio quando Allegri deve fare a meno di molti dei suoi centrocampisti in rosa. Il ragazzino della primavera dimostra personalità e tecnica e lascia intravedere un futuro importante.

Strasser 6,5: gioca solo 3 partite ma timbra il primo gol del 2011. Una rete importante che dà i tre punti al Milan sul campo del Cagliari.

Jankulovski 6,5: parte praticamente come fuori rosa (sembra quasi vittima di mobbing da parte della società) ma nei primi mesi del 2011 si ritaglia un piccolo ma importante spazio. Gioca 5 partite benissimo tanto da essere titolare contro Napoli e Juventus. Nel momento più bello si procura un grave infortunio che mette fine con largo anticipo alla sua ultima stagione al Milan.

Amelia 6: quando è impegnato non fa male anche se non porta una gran fortuna. Con lui in porta arriva solo una vittoria.

Antonini 6: reduce da una stagione quasi da nazionale con Leonardo, il terzino milanista non si ripete. Allegri appena può lo lascia in panchina anche se lui l’impegno non lo fa mancare. Rispetto alle ultime due stagione il passo indietro è soprattutto a livello difensivo.

Bonera 6: praticamente la sua stagione finisce contro l’Udinese nell’ultima giornata del girone d’andata. Poi gli infortuni lo bloccano. Non un grave danno viste le sue prestazioni.

Oddo 6: di lui si ricordano i due assist nella vittoria di Napoli. Per il resto pochi minuti strappati qua e là.

Emanuelson 6: un altro degli arrivi di gennaio. Le potenzialità sembrano buone anche se finora Allegri lo ha utilizzato davvero poco.

Ronaldinho 5: un millimetro dello scudetto del Milan è anche suo. Alla fine gioca 11 partite, quasi tutte male, senza fare gol. A gennaio dà l’addio e torna in Brasile.

Papastathopoulos 5: La delusione della stagione con Ronaldinho. Gioca poche partite e tutte male. E sì che il Milan puntava davvero su di lui dopo averlo acquistato dal Genoa

Didac sv: arrivato a gennaio dall’Espanyol non ha mai messo un piede in campo. Bocciato sarà probabilmente rispedito al mittente.

Legrottaglie sv: arriva a gennaio della Juventus. Sfortunatissimo. Alla prima partita da titolare, contro la Lazio, si infortuna e poi finisce nel dimenticatoio

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