Luis Enrique merita di avere ancora fiducia

La Roma va avanti con Luis Enrique nonostante le ultime brutte prestazioni e la contestazione di una parte della tifoseria.

Per molti però il progetto è già fallito: l’eliminazione istantanea in Europa League e il complicato avvio di campionato con già 6 sconfitte in 13 partite testimoniano in effetti un innesto non particolarmente facile dell’ex allenatore del Barcellona B. Luis Enrique sta facendo davvero fatica a capire il calcio italiano e a comprendere pregi e difetti della sua squadra: 15 formazioni diverse in 15 partite ufficiali dimostrano il suo momento di confusione. E poi il gioco ancora non fluisce come dovrebbe. Ok il possesso palla ma – come dice qualcuno – alla fine bisogna tirare in porta per fare i gol. O almeno bisognerebbe cercare di non prenderli.

Che fosse un’avventura difficile però era stato messo in preventivo. Il dg Baldini e il ds Sabatini più volte avevano avvertito i tifosi: “Bisogna avere pazienza”. Le caratteristiche dell’allenatore spagnolo si conoscevano, si sapeva della sua inesperienza ad alti livelli. In più il povero Luis è stato preso a giugno inoltrato da una società tanto nuova che di più non si poteva. Gli hanno messo a disposizione in fretta e furia una squadra con 10 giocatori nuovi, molti dei quali giovani: una rosa abbondantissima ma non completa (sono clamorose le lacune in difesa, soprattutto sulle fasce).
Si è improvvisato anche se si è improvvisato abbastanza bene visto che alla fine qualche potenziale campione è arrivato. Osvaldo sta facendo bene, Pjanic pure e Lamela ha lasciato intravvedere delle enormi potenzialità.

Non sono tifoso della Roma e forse per me è più facile far vincere la razionalità e dare fiducia a Luis Enrique. Trovo che dovrebbe avere ancora più tempo per fare esperimenti, per capire chi può far parte del suo progetto e chi no e per far capire alla società ciò di cui la squadra ha più bisogno. Per far funzionare il gioco del tecnico di Gijon servono difensori centrali che sappiano tenere alta la squadra quindi dotati di tecnica ma anche di velocità per i recuperi. Juan, Kjaer, Heintze chi per un motivo chi per un altro non sono i giocatori giusti. I terzini sono fondamentali e il migliore della Roma è Aleandro Rosi, non certo un fenomeno.
Con queste lacune la Roma spesso è molto lunga sul campo e così non riesce a tenere palla e non riesce a servire gli attaccanti.

Gli errori di Luis Enrique non li nego di sicuro – io qualche concessione al gioco l’avrei fatta per portare a casa qualche risultato: tipo con lo Slovan nei preliminari di Europa League – ma stimo profondamente l’uomo. Per esempio non ho capito le critiche per la punizione data a Osvaldo. Tenerlo fuori per un turno per uno schiaffo a un compagno è stata una lezione giusta: per rafforzare il gruppo bisogna far rispettare le regole sia che si tratti dell’elemento più inutile sia si tratti del goleador che ti ha fatto vincere le poche partite che hai vinto.

Ho sentito le parole di Baldini dopo Firenze e non mi hanno dato la certezza di un futuro lungo del nostro Enrichetto sulla panchina romanista. Io fossi in loro mi tapperei le orecchie e non guarderei i risultati. “Noi non vogliamo mettere insieme dei giocatori, noi vogliamo creare un calcio diverso”, ha detto proprio il direttore generale dei giallorossi. Esonerare Luis Enriche così presto farebbe fallire un progetto appena abbozzato e in più saprebbe tanto di calcio vecchio.

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Add Comment