Milan: adesso è crisi vera

Le avvisaglie c’erano dall’inizio del 2011, gli allarmi erano suonati contro la Juventus (sul piano del gioco) e soprattutto contro il Bari: il Milan da oggi è ufficialmente in crisi. Non perché non si possa perdere contro il Palermo, ma è il modo in cui i rossoneri hanno perso che fa riflettere. Una squadra senza idee e fisicamente a pezzi che ha fatto solo un paio di tiri in porta contro un avversario reduce da cinque sconfitte consecutive e convalescente sia sul piano del gioco (c’è un nuovo allenatore) sia per quanto riguarda molti dei suoi giocatori migliori. Una battuta d’arresto importante per la lotta scudetto anche alla luce di un calendario che come ho avuto modo di scrivere altre volte favorisce nettamente le inseguitrici Inter (soprattutto) e Napoli. Molto dirà il derby del 2 aprile, che paradossalmente potrebbe far salire ulteriormente, in caso di pareggio, le quotazioni dei partenopei. Determinante però sarà capire se Palermo sia stato il punto più basso della crisi del Milan (da cui risalire) o quello di partenza. Nel secondo caso le ultime otto partite di campionato per i rossoneri sarebbero un calvario insopportabile.
Per quanto riguarda la gara di Palermo ci sono poche cosa da salvare in casa della capolista: Abate (ormai da nazionale a mio parere), Nesta, Thiago Silva e Seedorf sono appena sufficienti. Gli altri male (Gattuso, Flamini, Antonini, Boateng) o malissimo (Van Bommel, Pato, Cassano e Robinho)

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