Milan: il calo era prevedibile

Facile dire l’avevo detto. Il calo del Milan lo avevo preannunciato e non è nemmeno così fragoroso come me l’aspettavo. Una rosa così con giocatori chiave anziani e friabili (vedi Nesta) e giovani con molte pressioni addosso e friabili (vedi Pato) non poteva durare tutto l’anno e anzi per me non poteva nemmeno fare un campionato di altissimo livello, come invece finora ha fatto. Leonardo, ancora acerbo come allenatore, ha dato una ventata di novità seppur caotica che ha spostato verso l’alto l’asticella dei limiti di questa squadra. E così il Milan è arrivato inaspettattamente nel momento clou del campionato a giocarso uno scudetto.
Ci è arrivato però in clamorosa riserva, fisica e tecnica, e solo le motivazioni gli hanno permesso di strappare qualche punto con Chievo, Napoli e Lazio.
Si può parlare di sfortuna per infortuni e squalifiche ma anche Inter e Roma li hanno avuti. La differenza sta nella rosa, nelle alternative. I nerazzurri, soprattutto, e i giallorossi ne hanno di migliori in tutti i ruoli. Ranieri per esempio può lasciare in panchina Totti, Mexes, Brighi, Baptista, Taddei. Mourinho manda addirittura in tribuna Balotelli che nel Milan potrebbe fare tutti i disastri che vuole fuori dal campo ma sarebbe titolare inamovibile.
La colpa è di chi ha composto questa squadra che era estremamente a rischio. Qualche miracolo c’è stato – Borriello, Antonini e Thiago Silva hanno giocato a livelli inaspettati, Nesta è tornato, quando ha giocato, il miglior difensore del mondo e anche Ronaldinho ha fatto vedere sprazzi della vecchia stella che era – e la posizione in classifica è già molto buona ma questo Milan non poteva oggettivamente fare di più.

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