Milan: la sconfitta nel derby non è un caso

Di Paolo Dondossola

La sconfitta contro l’Inter nel derby ha portato alla luce problemi vecchi e nuovi per il Milan. Il terzo ko della stagione – dopo quelli contro Napoli e Juventus – è forse quello che brucia di più per i rossoneri, perché la vittoria su Zanetti e compagni avrebbe definitivamente estromesso i nerazzurri dalla lotta per lo scudetto. Lotta che invece, adesso, appare più che mai aperta.

Il Milan non perdeva in casa dal 18 dicembre 2010, quando la Roma si impose per uno a zero con il gol dell’ex Borriello. Sulla panchina dei giallorossi, guarda caso, c’era proprio Claudio Ranieri, che riuscì a imbrigliare il gioco dei rossoneri esattamente come ha fatto nel derby.

Un dato che balza subito all’occhio è che, rispetto alla scorsa stagione, il Milan non sa più vincere contro le “grandi”. Scorrendo la classifica, dei match contro le prime sette i rossoneri ne hanno vinto solo uno (contro la Roma), pareggiando contro Lazio e Udinese e perdendo contro Juve, Napoli e Inter. Un trend negativo che, contro la squadra di Ranieri, è stato figlio di incomprensioni tattiche, in campo, e di tensioni contrattuali e di mercato lontano dal terreno di gioco.

Il primo tempo del Milan è stato tutto sommato discreto. I rossoneri hanno cercato di fare la partita, mostrando un buon possesso palla e pressando alto i nerazzurri. La conclusione sparacchiata da buona posizione da Pato – che è l’emblema dello stato del brasiliano – e la traversa di Van Bommel sono state però le uniche risposte a un’Inter capace invece di contenere e pungere in contropiede, e già privata di un gol valido dopo soli quattro minuti per colpa di un abbaglio del guardalinee.

Nella ripresa, invece, il Milan si è lentamente sgonfiato e, aspetto ancor più preoccupante, dopo il vantaggio siglato da Milito non è più stato “squadra”. I rossoneri si sono trasformati in solisti alla ricerca della giocata personale, rinunciando alla coralità della manovra. È mancata, insomma, la capacità di essere un’orchestra, la dote che ha contraddistinto il miglior Milan della gestione Allegri. Ed è mancata anche la cattiveria agonistica, quel “killer-instinct” che trasforma una buona squadra in una squadra vincente.

Forse, però, i problemi visti in campo nel derby sono figli degli errori commessi dalla società. La squadra, infatti, è sembrata svuotata dalle tensioni e dalle pressioni patite in settimana. Primo fra tutti l’assurda vicenda di mercato che, in settimana, sembrava aver portato Pato lontano da Milano, destinazione Paris Saint Germain, con l’arrivo di Carlos Tevez, poi sfumato. Inoltre, la lunga trattativa tra la società e Allegri sul rinnovo contrattuale del tecnico, conclusa solo venerdì pomeriggio, ha avuto una tempistica poco felice.

Il campo, poi, ha detto molto di più. L’evanescenza di Emanuelson nel ruolo di trequartista; il conseguente spostamento di Boateng in mediana, dove il ghanese non incide a dovere e dove pesa l’assenza di Aquilani; l’utilizzo sulla fascia di Zambrotta, che da tempo patisce la velocità degli avversari; il “solito” Ibra forte con i deboli, ma incapace di fare male contro le “big”, e lo scarso feeling dello svedese con Pato, a sua volta fischiato durante la sostituzione. Per non parlare delle difficoltà sotto porta di Robinho. Vero che Ibra, finora, ha realizzato 12 gol – e sette nelle sei partite precedenti il derby – ma sei di queste reti sono arrivate su rigore. Dunque sono solo sei i gol su movimento. E nel derby l’attacco rossonero si è inceppato per la terza volta nella stagione, come contro la Juve e la Fiorentina.

Tutti problemi che Allegri dovrà risolvere in fretta. E infatti il tecnico livornese ha lanciato l’allarme sui pochi cambi a disposizione a centrocampo, chiedendo nuova linfa. Ma anche in attacco, forse, occorre un nuovo innesto e, più che Tevez, la sensazione è che serva un centravanti puro, una prima punta da area. Toccherà a Galliani, nei restanti giorni di mercato, soddisfare le richieste di Allegri.

La notizia positiva è che la Juventus non è scappata via e la vetta è pur sempre a un punto. Ma il ko contro l’Inter ha azzerato tutto, rimettendo in corsa anche i nerazzurri, ora a soli cinque punti dalla squadra di Conte. Il Milan deve ritrovarsi al più presto, dentro e fuori dal campo. Altrimenti lo scudetto cucito sulle maglie rossonere rischia di prendere un’altra direzione.

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