Milan: rottura tra Leonardo e Berlusconi. Oscuro il futuro del club

Mentre l’Inter festeggia giustamente la sua finale di Champions, in casa Milan la rottura tra Berlusconi e Leonardo è sempre più vistosa con la posizione di Galliani per la prima volta di difficile collocazione. Il tecnico brasiliano è stato silurato un paio di giorni da fa dal patron rossonero in una cena con amici politici. “Leonardo? E’ testardo e non fa giocare bene il Milan. Stiamo cercando un nuovo allenatore”. Questo in sintesi il pensiero del presidente del Consiglio.
Galliani ha smentito tutto con un vigore insolito. “Leonardo resta anche l’anno prossimo e il presidente non può aver detto quelle parole”, ha detto l’ad rossonero lasciando trasparire un fastidio sospetto contro il premier. Oggi la posizione definitiva invece del tecnico brasiliano. “Non so cosa ha detto Berlusconi – esordisce – ma, a prescindere da questo, non posso negare che il nostro rapporto è difficile. Siamo molto diversi, forse siamo incompatibili”. Leonardo ha poi aggiunto: “Non ho mai parlato di futuro: con nessuno, con il Flamengo, con la Nazionale o il Comitato organizzativo del Mondiale 2014. Nessuno mi ha proposto nulla e io non ci penso. Si, sono testardo e lo sono in tante cose perché credo alle mie cose e ai miei principi”.
Parole chiare, parole di sfida nei confronti della proprietà e parole di addio sicuro. E in un momento difficili, con tifosi in subbiglio (il gruppo su facebook contro Berlusconi è arrivato in 48 ore a quasi 20 mila iscritti) il Milan perde un uomo vero, onesto e libero un allenatore magari ancora non pronto ma che con un anno di esperienza avrebbe sicuramente potuto fare un salto di qualità soprattutto se la società gli avesse messo a disposizione anche una squadra all’altezza.
La sensazione è che in casa rossonera si sia arrivati al punto di rottura e forse anche Adriano Galliani potrebbe decidere di mettersi da parte dopo che tutta la sua linea è stata messa in discussione dal suo presidente. La chiusura della casse da parte della Fininvest, la bocciatura di Mancini (e qui dare tutti i torti a Berlusconi è difficile) e la gestione Leonardo più volte contestata non possono averlo lasciato indifferente. Potrebbero tornare anche in auge le voci di un Galliani alla ricerca di imprenditori italiani o arabi interessati all’acquisto del club “più titolato del mondo”. Il clima è quello se pensiamo che anche un fedelissimo come Mauro Suma, direttore di Milan Channel, ha detto a Telelombardia. “Per ritrovare l’entusiasmo dei tifosi non si può fare un mercato con il freno a mano tirato”.
Insomma un momento chiave nella storia del Milan. Berlusconi si trova di fronte a un bivio: tornare a investire o risparmiare ma avere tutti contro, anche parte della società. Dal prossimo mercato capiremo qualcosa di più.

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