Milano ci riprova, Reggio Emilia per la storia

Dal 3 giugno le finali scudetto: l’Olimpia a caccia del titolo dopo la debacle dello scorso anno, la Grissin Bon sogna un tricolore che non ha mai vinto.

di Francesco Federico

Era la finale che tutti si aspettavano nel 2015, ma a mettersi di mezzo fu l’outsider Sassari che prima eliminò clamorosamente Milano in semifinale e poi sulle ali dell’entusiasmo piegò anche gli emiliani conquistando uno degli scudetti più impensabili della storia. Nessuna sorpresa invece nei playoff di basket 2016: a contendersi il titolo di campioni d’Italia, dal 3 giugno, saranno le prime due della classe Milano e Reggio Emilia, come doveva essere ai nastri di partenza del campionato.

Tanta rivalsa. Per l’Olimpia è la quinta finale in otto anni di un’era Armani che ha visto l’EA7 competere sempre ai massimi livelli ma raccogliere poco, sia per il dominio di Siena (quella dei sette scudetti di fila tra il 2006 e il 2013) ma anche per le scelte della società, che potendo contare su un budget generoso ha scelto spesso di cambiare pelle alla squadra presentandosi ogni anno con un roster nuovo. La strategia per ora non ha pagato: un solo scudetto, quello del 2014, che ha riportato il tricolore a Milano dopo 18 anni. Oggi c’è un solo testimone di quel successo, il capitano e uomo simbolo Alessandro Gentile. Rivalsa e fame di vittoria non mancano però neanche alla Pallacanestro Reggiana, che non ha mai vinto nulla e che giocherà la seconda finale della sua storia dopo quella persa lo scorso anno. La Grissin Bon punta al titolo facendo leva sul vissuto di un collettivo che ha cambiato poco e si è fatto le ossa anche ai playoff. Gli emiliani contano sull’esperienza di due giocatori navigati e vincenti come Lavinovic e soprattutto Kaukenas ma attenzione: gli azzurri Polonara, Della Valle, Aradori e De Nicolao hanno dimostrato di saper giocare a questo livello, hanno talento, faccia da schiaffi e sanno resistere sotto pressione. Milano potrà affidarsi a una rotazione più lunga che vuol dire più armi tattiche da usare contro gli avversari. Reggio però recupera giocatori che potranno dare un contributo utile alla causa come il pivot Vereemenko e Stefano Gentile, meno forte del fratello Ale ma pur sempre temibile.

Equilibrio. In campionato le due sfide sono state punto a punto. Reggio si è imposta al PalaBigi 74 a 72 il 6 dicembre, Milano ha fatto sua la rivincita ad Assago per 84 a 80. Non sarà una guerra lampo, anzi. Prepariamoci a vedere una finale lunga, al meglio delle sei se non delle sette partite. Quattro di queste sette l’Olimpia le giocherà tra le mura amiche del Mediolanum Forum, uno dei motivi che la danno per favorita. La squadra di Repesa ha mostrato però di vivere di alti e bassi: i giocatori non sempre azzeccano l’approccio alla gara e hanno vistosi cali di concentrazione anche in casa come ha dimostrato la serie contro Venezia. Un’occasione in più per la Grissin Bon, squadra che in trasferta non riesce ancora a convincere: quasi 15 punti in meno rispetto agli oltre 83 che mette a referto quando vede il pubblico amico. Sulla carta insomma, se salta il fattore campo sembrerebbe più probabile che sia Milano a farlo saltare, sempre che L’EA7 non si complichi la vita da sola. Le due squadre sono comunque attrezzate per affrontare una lunga battaglia, in termini di uomini ed energie.

 In panchina Jasmin Repesa farà vedere tutta la sua esperienza all’allievo Massimiliano Menetti. Il coach croato di Milano potrà sbizzarrirsi con le rotazioni di cui dispone e mischiare continuamente le carte con girandole di cambi continui. Gentile guiderà uno starting five che probabilmente vedrà Kalnietis come play, anche se la tentazione di schierare in quintetto l’ex Cinciarini è forte (l’azzurro rientra da infortunio). Sanders, Macvan e Batista avranno il compito di allargare la difesa emiliana e aprire gli spazi per le iniziative dei suoi solisti. Anche Reggio può esibire un quintetto atipico, con i propri lunghi che si piazzeranno spesso sulla linea dei tre punti più che in post. Milano prediligerà più iniziative personali e uno contro uno di Reggio, che si affiderà probabilmente di più ai pick ‘n roll, ai penetra e scarica, a far toccare la palla a più giocatori possibili durante l’azione. Aspettiamoci molti tiri da tre punti da entrambe le parti e tante seconde chance da rimbalzo d’attacco, fattore chiave della serie.

Uomini chiave. Curiosissimo di vedere come Milano potrà contenere tatticamente un 2.12 come Lavrinovic ci saranno tanti e tanti duelli individuali da leccarsi i baffi. L’EA7 ha più giocatori nel ruolo di guardia/ala rispetto agli avversari, il che fa pensare ad accoppiamenti interessanti e inediti (uno a caso: Sanders -Polonara). Sarà interessante il matchup Cinciarini-Kalnietis e Batista -Silins, ma forse il duello più bello per intensità sarà quello tra il miglior difensore possibile dell’Olimpia sugli esterni, Bruno Cerella, vedersela in staffetta contro due attaccanti completi come Aradori e Kaukenas. Se la Grissin Bon vuole lo scudetto molto dipende da questi due.

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