Mondiali: gli errori di Lippi e un futuro nero

Caro Marcello Lippi te l’avevamo detto. “Con questa nazionale non vai da nessuna parte”. E i fatti purtroppo ci hanno dato ragione. Dalla gioia di Berlino alla delusione di Johannesburg il passo è stato drammaticamente corto. Chi ci aveva regalato un sogno ci ha anche “regalato” (e ne avremmo fatto a meno) la peggior spedizione di tutti i tempi: zero vittorie e ultimo posto in un girone sulla carta facilissimo con Paraguay, Slovacchia e Nuova Zelanda.

Lippi si è preso tutte le responsabilità facendo una pesante autocritica. Molte colpe sono sue sia per quanto riguarda la scelta dei giocatori sia dal punto di vista tattico. Il nostro ct ha puntato sul gruppo convocando giocatori vecchi e reduci da un’annata difficile, come gli juventini, o inesperti a livello internazionale, come Criscito, Montolivo e pure Di Natale. Il talento è rimasto a casa. Certo, i comportamenti di Cassano e Balotelli non invogliavano a una convocazione ma i loro piedi con il senno di poi sarebbero serviti.
Il danno è fatto ormai e adesso si deve ripartire ma il futuro non è roseo. Cesare Prandelli, il successore di Lippi, è un salto nel buio: gli manca l’esperienza per certi livelli e tutto sommato con la Fiorentina ha fatto bene ma mai quel salto di qualità che sembrava potesse fare. Questo mondiale incolore poi è la cartina al tornasole di un calcio italiano che produce pochi talenti, soprattutto in difesa, e che non scommette mai sui giovani. Se da noi domina da anni una squadra che ha solo tre italiani in rosa e nessuno tra i titolari un motivo ci sarà.
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