Mondiali: la sorprendente Corea del Nord

Dopo aver visto BrasileCorea del Nord faccio volentieri un elogio agli asiatici. Undici sconosciuti bene organizzati che tengono in scacco per quasi un’ora i maestri verdeoro e che negli ultimi due minuti gli fanno anche vedere i sorci verdi. I brasiliani ringrazino il solito Maicon e il portierino nordcoreano (lui certo non un fenomeno) se no erano ancora lì a provare a segnare un gol a quelli che molti consideravano i peggiori del Mondiale. Invece abbiamo scoperto che questi ragazzi che soffrono le pene dell’inferno (e non metaforicamente) sotto la scure del dittatore Kim Jong-il sanno giocare a pallone e che qualcuno di loro potenzialmente può essere definito “davvero niente male”. Vogliamo parlare del primo tempo di capitan Hong Yong Jo (il numero 10) sontuoso palla al piede e illuminante nei passaggi. E che dire della velocità di Jong Tae Se (il numero 9, quello che si è commosso al momento del suo inno) centravanti che ricorda nelle movenze il miglior Shevchenko? Insomma una squadra vera con giocatori veri. Se io fossi il direttore sportivo di un club italiano un pensierino a questi ragazzi asiatici lo farei.

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