MotoGp: facciamo l’antidoping alla Honda di Marquez

di Massimo Parisi

Il Motorsport è una strana passione. Coinvolge diversi aspetti della natura umana visto che per raggiungere il successo si devono considerare numerose variabili. Quella umana prima di tutto: se un pilota è scarso difficilmente si può iniziare il ragionamento. C’è ovviamente anche un vasto panorama di variabili che riguarda tecnica e ingegneria. Una vettura di F1 o una moto progettate e costruite in maniera approssimativa non saranno mai competitive anche se guidate da un “asso” del volante (o della piega).

Certo ci sono delle eccezioni, ma non troppo recenti. Da quando moto e vetture sono state arricchite da elettronica, aerodinamica, pneumatici estremi e quant’altro, il mondo dei motori non regala più avventure epiche. Semplice romaticismo? Nostalgia del passato e del pionierismo? Può darsi. Resta il fatto che sia nella F1 che nella MotoGp stiamo assistendo ad un monologo che sembra più un campionato monomarca che un mondiale “open”.

A Le Mans (uno dei templi del Motorsport) è andata in scena la quinta puntata del campionato di Marc Marquez, uno che ormai corre praticamente da solo.

Uno che può permettersi di sbagliare la partenza e risalire la corrente degli avversari come se fossero in sella ad una bicicletta.

Uno che fa sembrare Valentino Rossi un collaudatore che porta la moto in pista, ma che non deve disturbare il passo del pilota “ufficiale”.

Marquez è un campione, lo dico a scanso di equivoci.  Un talento cristallino dotato del giusto grado di freddezza e cinismo che contraddistingue i veri “numeri uno”.

Materiale che non difetta certo a gente come Valentino o Jorge Lorenzo. Eppure le Yamaha sembrano giocattoli arrugginiti se confrontati con l’inarrestabile Honda Repsol di Marquez.

Il ragazzo di Cervera sta continuando a sbriciolare primati: è il più giovane pilota di sempre ad aver vinto 5 gare consecutive, superando Mike Hailwood. E’ il primo pilota dal 1972 ad aver vinto le prime 5 gare stagionali nella classe regina (impresa riuscita in quell’anno a Giacomo Agostini). Si potrebbe continuare ancora perché l’elenco dei record stabiliti dal “Cabroncito” è lunghissimo.

Tutto questo però non mi toglie un tarlo dalla testa.

Con un’altra moto, una Yamaha ad esempio, che cosa succederebbe? E’ chiaro che la risposta arriverebbe solo snaturando il concetto di base del Motorsport, cioè la competizione tra chi i “motori” li progetta e li costruisce. La Honda (come la Mercedes nella F1 2014) li fa meglio degli altri e può affidare una macchina praticamente perfetta ad un pilota di qualità assoluta.

Vedendo però un Valentino Rossi in questo stato di forma, nonostante la “vetusta” età, mi fa venire il forte desiderio di veder modificare i regolamenti (già abbastanza strampalati) in una direzione ancora più folle: indicare due GP della stagione in cui ogni pilota può salire sulla moto dell’avversario, magari seguendo un criterio logico sennò tutti chiederebbero una Honda (lo so sembra uno dei pensieri malati di Bernie Ecclestone, tipo quello del GP che assegna 100 punti al vincitore).

Puro delirio? Probabilmente si, ma se la stagione va avanti con questi risultati non avremo più nulla da scrivere se non ribadire quanto è bravo Marquez (o quanto è bravo Hamilton se aggiungiamo 2 ruote). Allora lasciateci delirare e anche sognare di vedere un po’ di “bagarre” vera in pista.

Classifica Finale Gp di Le Mans

  1. MARQUEZ M. Repsol Honda Team
  2. ROSSI V. Movistar Yamaha MotoGP +1.486
  3. BAUTISTA A. GO&FUN Honda Gresini +3.144
  4. ESPARGARO P. Monster Yamaha Tech 3 +3.717
  5. PEDROSA D. Repsol Honda Team +4.077
  6. LORENZO J. Movistar Yamaha MotoGP +7.088
  7. BRADL S.LCR Honda MotoGP +11.527
  8. DOVIZIOSO A. Ducati Team +22.103
  9. ESPARGARO A. NGM Forward Racing Yamaha +22.626
  10. SMITH B.Monster Yamaha Tech 3 +23.108

Classifica Piloti

  1.  Marc MARQUEZ  125 pt
  2.  Dani PEDROSA 83 pt
  3.  Valentino ROSSI 81 pt
  4.  Andrea DOVIZIOSO  53 pt
  5. Jorge LORENZO  45 pt
  6. Stefan BRADL 39 pt
  7. Pol ESPARGARO 38 pt
  8. Aleix ESPARGARO 37 pt
  9. Bradley SMITH 34 pt
  10. Alvaro BAUTISTA 26 pt

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