Nba: partenza in sordina per Gallinari

Una partita alla volta. E’ la frase che, in quest’avvio di stagione Nba, rimbalza nella testa di Danilo Gallinari, dopo 18 lunghi mesi di inattività seguiti all’infortunio al ginocchio rimediato il 4 aprile del 2013. Il Gallo sta faticando: 5.8 punti di media con percentuali dal campo intorno al 18% nelle prime quattro partite della lega. I Nuggets ne risentono, sono arrivate tre sconfitte dopo l’esordio vincente contro i Detroit Pistons e i prossimi impegni per la squadra del Colorado non saranno per niente una passeggiata (venerdì notte c’è la sfida contro gli assetati e altrettanto delusi Cavs di LeBron James, poi back to back con Portland prima di volare a est).

L’allenatore Brian Show non chiede certo miracoli, almeno in questo primo mese di Nba, e sta limitando la presenza in campo di Danilo a 20 minuti a partita. La voglia di rivincita dei tifosi però, dopo la prima stagione senza playoff degli ultimi 10 anni, è inversamente proporzionata alla loro pazienza e il Gallo è atteso da tutti come il salvatore della patria. Questa pressione di certo non sta aiutando l’ex Olimpia Milano, che fatica a trovare il giusto ritmo partita in queste prime uscite: “Sono felice, un po’ nervoso”, ha dichiarato Danilo al suo ritorno in campo. Poi qualche sprazzo di buon gioco nei non molti minuti che Shaw gli ha concesso, lo zero nel tabellino dei punti nel match contro Sacramento e la perdita del posto nel quintetto di partenza. Ora il coach di Denver gli preferisce Wilson Chandler, ma il Gallo non sembra farne un dramma: “Vivo il rientro come un esordio, il mio obiettivo è giocare un’intera stagione senza problemi, credo di meritarmelo”. In effetti il Gallo, fino a quel maledetto 4 aprile, stava guidando i Nuggets verso la post-season con le migliori medie per gara della sua carriera Nba in termini di minuti (32.5) e punti (16.4). Ci vorrà insomma ancora del tempo per vedere il numero 8 da Sant’Angelo Lodigiano tornare ai livelli di due stagioni fa. Forse ciò che sta preoccupando maggiormente il Gallo (e se n’è accorto con la trade che da New York l’ha portato nella Mile High City) è il fatto che i dirigenti Nba hanno la memoria corta, soprattutto quando si parla di affari e di dover giustificare stipendi che superano i 10 milioni di dollari all’anno.

Guarda l’alley oop di Danilo Gallinari per la schiacciata di Kennet Faried

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Add Comment